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Le performance passate non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri o delle performance future
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BCE e Bank of England confermano i tassi ma il tono diventa da ‘falco’. EUR e GBP in crescita

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Le preoccupazioni innescate dalla guerra nel Golfo condizionano il futuro della politica monetaria

E’ un giovedì intenso per le banche centrale in Europa, dove si sono svolte la riunione della BCE e quella della Bank of England.
Entrambi gli istituti hanno deciso di lasciare invariato il costo del denaro, ma le forti incertezze legate alla guerra nel Golfo (e alle sue conseguenze sull’inflazione e l’economia globale) le hanno indotte ad assumere un tono più da “falco” rispetto al recente passato.


La BCE ha confermato il costo del denaro al 2% per la sesta riunione consecutiva. Il board della Eurotower ha segnalato un approccio prudente, affermando che le decisioni continueranno a essere prese riunione dopo riunione ma che la guerra in Iran ha aumentato l’incertezza, comportando rischi al rialzo per l’inflazione e rischi al ribasso per la crescita economica.
I mercati prevedono adesso due aumenti dei tassi quest’anno e un possibile terzo.


Anche la Banca d’Inghilterra ha mantenuto invariati i tassi (3,75%), con una decisione presa all’unanimità. Anche l’istituto britannico ha assunto un tono più falco del previsto. I trader ora ipotizzano due aumenti dei tassi quest’anno.


In questo contesto sia l’euro guadagna terreno rispetto al dollaro. Il cambio risale oltre quota 1,15, dopo essere sceso fino ai minimi dal mese di giugno. Nelle ultime 3 settimane il cambio tra le due valute ha tagliato al ribasso prima la media mobile a 50 periodi, e poi anche quella di lungo periodo (200) inviando così un messaggio fortemente ribassista al mercato.
Anche la sterlina riprende quota. Il cambio si porta oltre quota 1,335, allontanandosi dai minimi di dicembre toccato pochi giorni fa.

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