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Le performance passate non sono un indicatore affidabile dei risultati futuri o delle performance future
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FED, tassi fermi ma la guerra spinge verso una prospettiva hawkish: Dollar Index oltre 100

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All’interno del board si è parlato addirittura di un possibile aumento del costo del denaro

L’enorme punto interrogativo che la guerra del Golfo ha fatto comparire sul futuro dell’economia americana ha condizionato anche la riunione della Federal Reserve. La banca centrale statunitense ha confermato il costo del denaro nell’intervallo compreso tra il 3,5% e il 3,75%.
Talmente è incerta la situazione che il voto è stato quasi plebiscitario, visto che c’è stato soltanto un membro contrario, ossia Stephen Miran (membro nominato dal Presidente Trump) che per la quinta volta consecutiva ha votato per un taglio.


La linea della prudenza assunta dalla Federal Reserve è stata accompagnata da una revisione al rialzo sulla crescita americana per il 2026, ma anche dalla revisione al rialzo delle prospettive di inflazione, che per quest’anno è vista al 2,7%. Le uniche stime che sono rimaste invariate per adesso riguardano la disoccupazione.
Tuttavia è chiaro che sul quadro complessivo pesano le tante incognite legate all’evoluzione del conflitto in Medio Oriente.


Lo stesso Jerome Powell nel suo discorso ha sottolineato che la durata del conflitto potrebbe incidere notevolmente sulle prospettive dell’inflazione. Anche per questo il numero uno della Federal Reserve ha affermato che è difficile fare previsioni sul futuro andamento dei tassi, precisando che dipenderà dall’andamento dell’economia: se non ci saranno dei progressi, non ci saranno tagli. Anzi, ha ammesso che all’interno del board si è parlato addirittura di un possibile aumento. Tuttavia la FED prevede ancora una riduzione dei tassi per quest’anno ed un’altra nel 2027.


Nel frattempo sul fronte valutario il Dollar Index rimane oltre la soglia di 100, che agisce da resistenza. Il biglietto verde è sostenuto proprio dalla prospettiva più hawkish mostrata dalla banca centrale USA. All’inizio di marzo il ha tagliato al rialzo sia la media mobile a 50 periodi che quella a 200 periodi, inviando un messaggio fortemente rialzista al mercato.

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