Dalla Eurozona arrivano segnali incoraggianti sul fronte delle aspettative di inflazione da parte dei consumatori. L’indagine BCE evidenzia infatti che le attese di inflazione a 12 mesi sono scese al 2,6% dal 2,8% di dicembre, mentre quelle a cinque anni sono calate al 2,3%.
Questo scenario potrebbe diventare un propulsore importante per la spesa delle famiglie, dando così beneficio all’intera economia.
La stessa presidente Christine Lagarde, parlando al Parlamento Europeo ha mostrato molta fiducia riguardo al percorso dell’inflazione verso l’obiettivo del 2% nel medio termine. Del resto l’inflazione è rimasta attorno al target del 2% per gran parte del 2025. Lagarde ha aggiunto che la BCE monitorerà i movimenti valutari ma non prevede interventi diretti sui mercati valutari.
Si consolida così l’aspettativa del mercato riguardo a una BCE molto cauta sul fronte dti assi. Viene dato solo il 30% di probabilità di un taglio entro quest’anno, in un contesto di rallentamento della crescita salariale e di inflazione contenuta.
Per questo motivo l’euro continua ad aggirarsi attorno alla soglia di 1,18 dollari () e si avvia a chiudere una settimana abbastanza interlocutoria. Dopo il pullback dal massimo di fine gennaio oltre la soglia di 1,20, la coppia si è stabilizzata poco sopra la media mobile a 50 periodi, che sta agendo da supporto.
Il sentiment rimane leggermente rialzista poiché l’ si mantiene sopra le medie mobili semplici a 50 e 200 giorni. Intanto l’indicatore di Forza Relativa (RSI) si muove intorno a 51, evidenziando che ogni scenario è ancora aperto.

















