Dopo la frenata dell’ultimo periodo, l’euro sembra stabilizzarsi rispetto al dollaro statunitense dopo i dati macro europei e americani, e dopo le ultime notizie riguardo alla guida della BCE.
I recenti dati PMI hanno mostrato che l’attività del settore privato nell’area dell’euro è cresciuta al ritmo più rapido da novembre, trainata dal più forte aumento dell’attività manifatturiera da agosto 2025 e da una crescita più solida nei servizi. Inoltre sono giunte buone notizie dalla Germania, dove la manifattura è cresciuta per la prima volta da giugno 2022.
Nel frattempo i salari contrattuali nell’area dell’euro sono aumentati del 2,95% su base annua nel quarto trimestre, supportando così la posizione cauta della BCE, che non vede alcuna necessità immediata di tagliare ulteriormente i tassi di interesse.
Proprio dalla banca centrale europea giungono altre notizie importanti, giacché la presidente Christine Lagarde ha dichiarato al Wall Street Journal che intende portare a termine il suo mandato, smentendo le precedenti speculazioni su un suo ritiro anticipato.
Sul mercato l’euro scambia attestato a 1,175 dollari, sui minimi di fine gennaio. Dopo essersi affacciato oltre quota 1,20 poche settimane fa, il cambio ha imboccato la via della discesa ed è tornato nel range compreso tra 1,155 e 1,830, dove sta viaggiando dalla scorsa estate.
Un dettaglio tecnico molto importante è che il cambio adesso sta testando la media mobile a 50 periodi, che agisce in qualità di supporto. Se dovesse cedere questo livello, il mercato riceverebbe un messaggio ribassista.

















