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Dollaro spinto da verbali FED e dati macro. Index oltre 98

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Molti membri del Fomc vogliono mantenere un atteggiamento cauto per via dei timori che l’inflazione possa nuovamente salire

Gli ultimi dati macro e il tono meno accomodante che emerge dai verbali dell’ultimo meeting della FED spingono il dollaro più in alto, attorno ai massimi di quattro settimane.

Le minute della riunione di fine gennaio del Federal Open Market Committee, che confermò i tassi nell’intervallo compreso tra il 3,50% e il 3,75%, evidenziano che i policy maker vogliono mantenere un atteggiamento cauto per via dei timori che l’inflazione possa nuovamente salire.


La maggioranza dei partecipanti adesso si mostra meno aperto riguardo possibili ulteriori sforbiciate al costo del denaro, mentre alcuni membri segnalano addirittura possibili ulteriori aumenti dei tassi di interesse se l’inflazione dovesse rimanere elevata (la tensione con l’Iran potrebbe innescare un aumento del petrolio e di conseguenza dei prezzi al consumo).


La novità che emerge dai verbali del Fomc si accompagna poi agli ultimi dati macro, che evidenziano un calo del numero di richieste iniziali dei sussidi di disoccupazione. Ciò dimostra che il mercato del lavoro rimane resiliente. Di recente inoltre altri dati hanno evidenziato un’accelerazione della crescita, e ciò riduce le aspettative di molteplici tagli dei tassi quest’anno.
Il mercato continua comunque ad aspettarsi due sforbiciate dei tassi, entrambe da 25 punti base.


Il così si riporta in area 98, vicino al massimo delle quattro settimane, e sta testando la media mobile a 50 periodi che agisce da resistenza. Poco più sopra c’è anche la media a 200 periodi (a quota 98,4 circa). Se il dollaro dovesse superare questi due ostacoli, il messaggio rialzista al mercato sarebbe molto forte.

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