Nessuna modifica al tasso di interesse, ma all’interno del board della Bank of England emerge con sempre maggiore forza una spaccatura. Infatti l’istituto ha deciso di lasciare i tassi di interesse al 3,75% con una risicata maggioranza di 5 a 4. Quattro membri del Comitato di Politica Monetaria (MPC) avrebbero voluto un taglio di 25 pb.
Quello che preoccupa i policy maker britannici è la scarsa crescita dell’economia e la crescente capacità inutilizzata del mercato del lavoro. Invece l’inflazione, anche se rimane al di sopra dell’obiettivo del 2%, si prevede che tornerà a quel livello da aprile. Inoltre i rischi di un’inflazione persistente sono diminuiti.
La Bank of England ha già tagliato il tasso di interesse di 150 punti base ad agosto 2024. Il comitato ha segnalato che ulteriori tagli dei tassi sono probabili, ma dipenderanno dai dati sull’inflazione in arrivo, con decisioni future che dovrebbero essere attentamente ponderate.
Il tono più accomodante del previsto della BoE ha spinto al ribasso la sterlina britannica, che è scesa verso 1,355 dollari (), allontanandosi ai massimi di circa 4 anni toccati pochi giorni fa.
Va tuttavia segnalata la recente formazione della “croce d’oro“, ossia la media mobile a 50 periodi che è salita oltre quella a 200 periodi. Solitamente questo avvenimento invia un messaggio rialzista al mercato.
La sterlina è stata messa sotto pressione anche dalla crescente incertezza politica, con l’emergere di dubbi sulla durata della leadership del Primo Ministro Keir Starmer in seguito alla nomina di Peter Mandelson ad ambasciatore del Regno Unito negli Stati Uniti, una mossa che ha attirato l’attenzione a causa dei passati legami di Mandelson con Jeffrey Epstein.

















