Dopo essere arrivato sui massimi di 4 anni nel corso della settimana, l’euro fa una piccola marcia indietro prima del weekend, perdendo di nuovo la soglia di 1,19 nel giorno in cui viene pubblicato il nuovo report sul PIL della Eurozona e viene reso noto il prossimo presidente della FED.
L’economia dell’Eurozona è cresciuta dello 0,3% nel quarto trimestre del 2025, eguagliando il trimestre precedente e leggermente sopra le aspettative di mercato dello 0,2%. Spagna, Germania e Italia hanno tutte superato le previsioni. Nell’intero 2025 l’economia dell’Eurozona si è espansa dell’1,5%, superando la proiezione della Commissione europea (1,3%).
Per il sia la Commissione europea che la BCE si aspettano che la crescita moderi all’1,2% nel 2026, tra le tensioni geopolitiche in corso e l’incertezza della politica commerciale, prima di rimbalzare leggermente all’1,4% nel 2027.
Intanto notizie importanti sono giunte da Oltreoceano: Donald Trump ha nominato Kevin Warsh come prossimo presidente della Federal Reserve, per succedere a Jerome Powell. Secondo i mercati Warsh potrebbe assecondare Trump tagliando ancora i tassi, ma in modo meno aggressivo rispetto ad altri potenziali candidati. Questo ha alleviato le preoccupazioni sull’indipendenza della Federal Reserve. Gli investitori continuano ad aspettarsi un taglio a giugno e un altro più avanti nell’anno, possibilmente in ottobre.
Questo scenario ha propiziato il rimbalzo del dollaro (in ogni caso il Dollar Index segna la peggior performance mensile da giugno, -2%), con il cambio che torna sotto 1,19, non distante dal massimo degli ultimi quattro anni. Lo scenario al momento rimane comunque rialzista, con il primo supporto che si trova sulla soglia di 1,18.

















