Era da settembre del 2021 che non si vedeva una sterlina così forte rispetto al dollaro statunitense. Colpa soprattutto della debolezza del biglietto verde, che ha da poco chiuso la peggior settimana da maggio scorso. Ma incide anche il calo delle probabilità di tagli dei tassi da parte della Bank of England, dopo gli ultimi dati sui prezzi.
I dati del British Retail Consortium hanno mostrato che i prezzi dei negozi sono aumentati dell’1,5% su base annua a gennaio, il più marcato incremento da febbraio 2024. Molto al di sopra delle aspettative dello 0,7%. Questo report ha riacceso le preoccupazioni sull’inflazione, e ciò limita la possibilità di tagli da parte della Banca d’Inghilterra. I mercati si aspettano che la BoE a breve termine mantenga invariati i tassi, mentre procederà a tagli di 34 punti base verso fine anno.
Ma sul cambio GBPUSD incide soprattutto il brusco calo del dollaro, che sta scendendo per la quarta sessione consecutiva (il ha toccato il livello più basso dal febbraio 2022) e attraversa una crisi di fiducia. Il cambio sta testando una zona di resistenza che a luglio e settembre scorso respinse i tentativi di salita.
Intanto gli investitori aspettano la decisione di politica monetaria della Fed, prevista per mercoledì. Sembra scontato che la banca centrale manterrà invariati i tassi d’interesse, mentre crescono le speculazioni sul fatto che un nuovo presidente della Fed possa essere annunciato già questa settimana.

















