Ancora una giornata di forti scosse sul mercato valutario. L’euro ha superato quota 1,185 dollari, arrivando sui massimi dalla metà di settembre, mentre il dollaro statunitense continua a perdere quota rapidamente. Tutto avviene mentre è attesa per metà settimana la decisione della FED sui tassi di interesse.
Più che correre l’euro, è il dollaro che sta facendo grandi passi indietro sulla scia di un “Sell America” sempre più intenso. Il biglietto verde è probabilmente penalizzato dai forti interventi giapponesi sul mercato valutario per vendere USD/JPY e sostenere lo yen in grave difficoltà, con il coinvolgimento anche degli Stati Uniti. Pare che la FED abbia chiesto alle banche di New York la dimensioni delle loro posizioni in USD/JPY, un’attività che di solito preparare il mercato a un intervento fisico.
Questo scenario si manifesta peraltro in un momento già difficile per il dollaro, che sconta le crescenti tensioni geopolitiche e commerciali alimentate dal presidente Trump, che prima ha minacciato diversi paesi europei se avessero ostacolato il suo piano di acquisizione della Groenlandia, ma poi ha cambiato rotta assumendo un tono più morbido. Trump ha anche minacciato dazi del 100% al Canada se dovesse concludere un accordo commerciale con la Cina.
Così il cambio è salito rapidamente di quota, e dopo aver oltrepassato la resistenza su 1,18 è arrivato a pochi passi dalla soglia di 1,19, in prossimità dei massimi dal 2022.
Se verrà confermato il breakout dal canale laterale nel quale il cambio si sta muovendo da giugno, potrebbe esserci un movimento al rialzo ancora più robusto.

















