La forte turbolenza sul fronte geopolitico sta spingendo il franco svizzero nella sua veste di rifugio sicuro, così il cambio USDCHF scivola sotto la soglia di 0,80.
Durante il fine settimana, Trump ha annunciato su Truth Social che a partire da febbraio verrà imposta una tariffa del 10% ad otto nazioni europee (Danimarca, Germania, Francia, Regno Unito, Svezia, Norvegia, Paesi Bassi e Finlandia), aggiungendo che salirà al 25% a giugno a meno che e fino a “non venga raggiunto un accordo per l’acquisto completo e totale della Groenlandia” (ritenuta strategicamente vitale per gli Stati Uniti e la loro sicurezza nazionale).
I principali stati dell’UE hanno reagito bruscamente, valutando una serie di contromisure economiche senza precedenti, con tariffe ritorsive che potrebbero salire fino al 25%. Il presidente francese Emmanuel Macron avrebbe esortato i colleghi leader ad attivare lo strumento anti-coercizione dell’UE.
Si riaccendono così i timori di un conflitto commerciale più ampio, e questo clima nervoso ha dato slancio agli acquisti di franco svizzero. Il cambio scende sotto 0,80 dopo che nei giorni scorsi si era avvicinato alla media mobile a 200 periodi (che agisce da resistenza).
Al tempo stesso questo scenario penalizza il che è sceso verso quota 99, ritirandosi dai massimi plurisettimanali, mentre gli investitori valutavano il potenziale impatto della mossa di Trump sull’economia statunitense.

















