Nelle ultime settimane, la vivacità ritrovata dal settore delle crypto ha coinvolto anche Ethereum. La seconda criptovaluta più grande dopo Bitcoin è riuscita a registrare guadagni significativi dal minimo toccato a metà di novembre (2.621 dollari).
Tuttavia, dopo aver inviato un segnale positivo con il salto oltre la soglia psicologica dei 3.000 dollari, sono comparsi i primi segnali di rallentamento. È solo una breve pausa da parte dei tori o c’è dell’altro? E cosa può succedere ora?
La vendita da parte di alcune “balene” sta accentuando i venti contrari. Negli ultimi giorni, portafogli con un valore complessivo tra 100.000 e 1 milione di ETH hanno venduto complessivamente 300.000 monete. Questa mossa dei grandi investitori evidenzia i loro dubbi sulla sostenibilità della ripresa.
Ma c’è anche chi continua invece a investire in modo sostenuto su : è il fondatore di Bitmine, Tom Lee, che punta a possedere il 5,0% di tutte le monete Ethereum.
In generale, cosa dobbiamo aspettarci nel 2026? Molti esperti ritengono che all’orizzonte ci siano nuovi record, perché le criptovalute non hanno ancora raggiunto il loro picco ciclico. Inoltre dovrebbe beneficiare del sostegno del governo USA, della crescente adozione delle stablecoin e della tokenizzazione da parte di Wall Street – supportata da una crescente chiarezza normativa.

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Nel frattempo, Ethereum ha rotto la forte tendenza al ribasso da ottobre, ma si trova ad affrontare una serie di ostacoli tecnici.
Come vediamo nell’immagine tratta dalla piattaforma di investimento , il prezzo di Ethereum deve anzitutto deve riuscire a superare in modo deciso la media mobile a 50 periodi, ma soprattutto deve salire sopra il massimo di dicembre a 3.450 dollari, che coincide peraltro con la media dei 200 giorni (EMA200).
Se il prezzo di dovesse venire fuori da questa zona, allora l’impulso rialzista sarebbe veramente forte, con la possibilità di spingersi più vicino ai 4000 dollari.

















