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FED come da previsioni: confermato un approccio ultraespansivo. EUR-USD verso 1,18

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Powell preannuncia: "Il PIL del secondo trimestre segnerà la flessione maggiore della storia"

Come era previsto, la FED non cambia il proprio impianto di politica monetaria, dopo aver esteso fino al 31 dicembre tutti i suoi programmi di prestiti introdotti per aiutare l’economia americana durante la crisi. I tassi di interesse sono rimasti invariati in una forchetta fra lo 0 e lo 0,25%.

Riguardo al futuro, tutto dipenderà dal virus, che pone considerevoli rischi sull’economia a stelle e strisce.
Nel suo comunicato, la banca centrale ha sottolineato che l’attività economica e l’occupazione sono risalite, ma restano al di sotto dei livelli di inizio anno al punto che – ha spiegato Jerome Powell in conferenza stampa – il PIL del secondo trimestre, che sarà annunciato domani, segnerà la flessione maggiore della storia.

L’inflazione invece è sotto controllo, per via della bassa domanda e per i prezzi del petrolio significativamente più bassi. Secondo Powell quindi una politica monetaria ultraespansiva non trova controindicazioni. Anche se – ha aggiunto Powell – alcuni prodotti soprattutto quelli alimentari hanno subìto un aumento dei prezzi che «hanno aggravato il peso su coloro che hanno perso il loro reddito».

La conferma di un impianto molto accomodante da parte della FED, ha mantenuto inalterata la forte pressione sul dollaro, che continua a perdere quota.
Il cambio torna sui massimi di due anni avvicinandosi a 1,18.
Il , che misura il biglietto verde contro un paniere di valute, è crollato a 93,37 (ad aprile era arrivato a 103, ma da allora è crollato del 6%).

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