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PETROLIO, dopo la brusca correzione di aprile Brent e WTI si stabilizzano

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Le importazioni di petrolio in Cina – principale cliente del mercato – sono aumentate ad aprile, segnalando un miglioramento della domanda

Settimana tutto sommato proficua per il prezzo del petrolio, che prova a stabilizzarsi dopo i recenti cali, sfruttando le notizie relative la miglioramento delle prospettive sulla domanda globale.
Il Brent si aggira attorno agli 84 dollari al barile, mentre il WTI si è affacciato anche oltre la soglia degli 80 dollari.

Le importazioni di petrolio in Cina – principale cliente del mercato – sono aumentate ad aprile, segnalando un miglioramento della domanda.
Anche dagli Stati Uniti arrivano notizie positive, perché i dati macro hanno alimentato le aspettative di tagli dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve, cosa che stimolerebbe l’economia, e quindi la domanda di petrolio. Sempre negli USA si assiste inoltre a un continuo calo delle scorte, anche se questa settimana la discesa è stata minore delle attese.

A frenare lo slancio del prezzo sono le notizie altalenanti che arrivano dal Medio Oriente, dove si cerca di procedere nei negoziati di pace, anche se Israele ha detto che procederà con i piani per invadere Rafah e altre parti di Gaza. Il clima nervoso persiste, e il mercato alterna fasi di ottimismo ad approcci prudenti.
Altri dubbi riguardano ciò che farà l’OPEC+, che si riunirà il prossimo 1 giugno.

Nel frattempo, dopo la brusca caduta avvenuta durante tutto il mese di aprile, le quotazioni di Brent e WTI si stanno risollevando. Il greggio Brent si è stabilizzato intorno a 84 dollari al barile, guadagnando circa 1 punto percentuale settimanale. Stesso discorso per per il WTI texano, che sta cercando di riportarsi oltre gli 80 dollari (nel corso della settimana si è affacciato oltre questa soglia).

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