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PETROLIO, balzo avanti dopo gli attacchi nello Yemen

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Il mercato teme interruzioni nelle forniture di petrolio, in particolare quelle che si muovono attraverso il critico Stretto di Hormuz

La situazione in Medio Oriente spinge in alto i prezzi del petrolio, tanto che il si riaffaccia temporanemanete anche oltre quota 80 dollari al barile mentre il si aggira attorno a 73 dollari.

Il mercato teme che gli attacchi aerei degli Stati Uniti e del Regno Unito contro i ribelli Houthi (solidali ai palestinesi di Gaza) nello Yemen possano portare a interruzioni nelle forniture di petrolio, in particolare quelle che si muovono attraverso il critico Stretto di Hormuz.


In una dichiarazione congiunta, Washington, Londra e otto loro alleati hanno sottolineato che l’operazione è finalizzata alla “de-escalation” e al “ripristino della stabilità nel Mar Rosso“. Nei giorni scorsi l’Iran aveva catturato una petroliera al largo delle coste dell’Oman.

Dopo la notizia dell’attacco, il petrolio si era inizialmente affacciato oltre li 80 dollari al barile, salvo poi tornare poco sotto i 79. Il invece passa di mano a 73 dollari al barile dopo essere salito anche oltre i 74.

All’inizio della settimana il petrolio era crollato bruscamente, dopo che l’Arabia Saudita ha tagliato i suoi prezzi di vendita, prima di recuperare quelle perdite sulle crescenti tensioni in Medio Oriente.

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