Home
petrolio-brent-wti

PETROLIO, la guerra in Medio Oriente spinge i prezzi ancora più su

Scritto da -

Il barile di Brent arriva sui 93 dollari mentre il texano WTI approccia con i 90 dollari

I timori per la tensione sempre più alta in Medio Oriente continuano a spingere i prezzi del petrolio, che passo dopo passo segnano la seconda settimana consecutiva di guadagni.
Il arriva sui 93 dollari, mentre il texano approccia con i 90 dollari.

Il mercato è molto preoccupato per il possibile allargamento del conflitto scoppiato tra Israele-Hamas (innescato dall’attacco del 7 ottobre degli estremisti palestinesi), dal momento che questo potrebbe provocare interruzioni dell’offerta di petrolio. Si guarda principalmente all’Iran, uno dei maggiori produttori di greggio al mondo.

Peraltro gli investitori già stavano facendo i conti con un possibile deficit di mercato ampio nel quarto trimestre, dopo che i principali produttori, Arabia Saudita e Russia, hanno esteso i tagli all’offerta fino alla fine dell’anno. Finora né i sauditi né l’OPEC+ ha accennato ad alcun cambiamento nell’attuale politica di trattenere l’offerta sul mercato.
Un segnale positivo giunge invece dagli USA, che hanno allentato le sanzioni sul settore petrolifero venezuelano a seguito di un accordo tra Washington e Caracas che promuove l’equità nelle prossime elezioni venezuelane.

Altro fattore rialzista per i prezzi di e è il contesto di scorte basse, soprattutto negli Stati Uniti. Per alleggerire questo problema, gli Stati Uniti prevedono di acquistare 6 milioni di barili di greggio (da consegnare a dicembre e gennaio) per ricostituire le riserve strategiche.

Non è possibile commentare questo post.

IN EVIDENZA