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Romania e Messico, altre due banche centrali tagliano i tassi. RON e MXN ai minimi storici sull’USD

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Peso messicano e Leu rumeno hanno aggironato i loro minimi storici contro il biglietto verde americano

Anche la Banca Centrale di Romania e Messico si aggiungono al lungo elenco di istituti che hanno tagliato il costo del denaro, nel tentativo di arginare gli effetti dannosi del Covid-19.

Romania, sforbiciata di 50pb

La Banca Nationala a Romaniei ha infatti deciso di portare il tasso di interesse al 2%, con una sforbiciata di 50 punti base. L’ultima volta che aveva ritoccato i tassi era stato nel maggio 2018, quando lo aumentò di 25 punti base portandolo al 2,5%.
Inoltre dal 23 marzo 2020, il tasso sui depositi passa all’1,50%, mentre il tasso sui prestiti (lombardi) è ridotto al 2,50% dal 3,50%.

La Banca Nationala a Romaniei ha però sorpreso soprattutto per l’annunciata intenzione di acquistare obbligazioni dal mercato secondario. È un primo passo del genere per la NBR e segnala un cambiamento importante, ampliando la gamma di strumenti politici che la banca centrale ha finora adottato.

Sul fronte valutario, il leu romeno è rimasto sostanzilmente stabile contro l’euro (EURRON), mentre ha aggiornato il livello peggiore storico contro il dollaro () a quota 4,56 (fonte grafica broker ).

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Taglio a sorpresa della Banxico

In serata anche la Banxico (l’istituto centrale del Messico) ha operato un secco taglio al costo del denaro. Anticipando di qualche giorno il meeting di politica monetaria, l’istituto ha deciso di tagliare di 50 punti base il costo del denaro, anche se un membro ha votato contro questa decisione (voleva un taglio più contenuto, di 25 pb).
Il nuovo tasso di interesse è adesso al 6,5%.

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Come accaduto per altre economie emergenti, nelle ultime settimane la valuta nazionale (Peso MXN) si è notevolmente deprezzato. Il cambio ha avuto un susseguirsi di record storici, l’ultimo dei quali al livello 24.44.
Finora nel mese di marzo il peso si è deprezzato rispetto al dollaro del 23,35%.

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