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Peso Messico MXN

Peso in rally, il cambio USDMXN al top da dicembre 2015

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L’ultimo strappo è arrivato dopo il calo dell’inflazione negli Stati Uniti, che convince sempre più il mercato della fine del ciclo di rialzi del tassi di interesse da parte della Fed

Grazie a quattro sedute consecutive al rialzo e al sostegno ricevuto dai dati sull’inflazione USA, il peso messicano si è riuscito ad volare sui massimi di oltre 7 anni rispetto al biglietto verde americano.
Il cambio è sceso infatti sotto la soglia di 17,00 per la prima volta da dicembre del 2015.

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(fonte grafica: piattaforma di investimento )

L’ultimo strappo è arrivato dopo il calo dell’inflazione negli Stati Uniti (al 3,0% su base annua dal 4,0% del mese precedente), che convince sempre più il mercato della fine del ciclo di rialzi del tassi di interesse da parte della Federal Reserve (l’ultimo ci sarà nel meeting di fine luglio).
Questo ha chiaramente indebolito il dollaro, con il che è sceso in picchiata avvicinandosi alla soglia di 100.

Dal canto loro i banchieri centrali messicani, nei verbali della riunione di giugno, non hanno dato l’impressione di voler tagliare presto i tassi di interesse, concordando sul fatto che ci sono ancora rischi al rialzo per un ritorno dell’inflazione a un obiettivo del 3%.

Allo stesso tempo, anche i forti dati economici interni hanno supportato l’opinione che la Banca del Messico manterrà la linea dura per un periodo prolungato. I nuovi dati PMI hanno mostrato che il settore manifatturiero si è espanso a giugno, l’unico paese delle Americhe che è sfuggito alla contrazione.


Il cambio è sceso a 16,8, e durante quest’anno è sceso di oltre il 13%. Evidentemente il cross delle medie mobili 50 e 200, avvenuto ad agosto scorso, continua a produrre i suoi effetti.

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(fonte grafica: piattaforma di investimento )

Dall’uscita del range avvenuta a novembre, il cambio ha imboccato un trend fortemente direzionale, con la EMA50 che ha fatto da resistenza contro ogni tentativo di rialzo del dollaro americano.

Al ribasso non ci sono ostacoli all’orizzonte, anche perché l’RSI non evidenzia neanche la condizione di ipervenduto.
Al rialzo invece occorre guardare ancora alla EMA50: finché il cambio resta sotto, lo scenario ribassista è integro.

Il forte calo del cambio si spiega anche in parte con il significativo differenziale tra i tassi di interesse del Messico e degli Stati Uniti -600 punti base-, nonché con altri elementi “relativamente nuovi”, come le rimesse che attirano più dollari verso l’economia messicana.

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