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BREXIT NO DEAL sempre più probabile, sterlina sui minimi di un mese contro USD ed EUR

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A 3 settimane dalla possibile uscita senza accordo ("No Deal"), la distanza tra Regno Unito e Unione Europea anziché ridursi sembra aumentare

E’ stata un’altra giornata pesante per la sterlina britannica, scivolata ai minimi di un mese circa, tanto contro il dollaro che contro l’euro. Tutta colpa, come al solito, della Brexit.

Londra e Bruxelles: scontro totale su Brexit

I colloqui tra la Gran Bretagna e l’UE sono infatti nuovamente andati ad arenarsi. La conversazione telefonica tra Angela Merkel e Boris Johnson non ha prodotto un risultato positivo, mentre in serata il presidente dell’Europarlamento, David Sassoli, dopo un incontro col premier britannico Boris Johnson a Londra, si è mostrato molto infastidito: “Sono venuto qui fiducioso di ascoltare proposte in grado di portare avanti i negoziati sulla Brexit, tuttavia devo notare che non ci sono progressi”.


Secondo Sassoli, quelle che Downing Street ha definito come proposte serie, in realtà “non sono proposte ma solo idee”. “Come sapete, per un accordo occorre uno voto positivo” di ratifica “non solo da parte della Camera dei Comuni, ma anche l’approvazione del Parlamento Europeo. Per questo è importante che il Regno Unito e il premier ascoltino anche la voce del Parlamento Europeo”.

Insomma, a soli 23 giorni dalla possibile uscita senza accordo (“No Deal”), la distanza tra Regno Unito e Unione Europea anziché ridursi sembra finanche aumentare. Intanto il Primo Ministro Boris Johnson si sta preparando per un no-deal, considerandolo oramai uno scenario centrale.

Sterlina sui minimi di un mese

Chiaramente tutto questo ha influito sul sentiment degli investitori, sempre più preoccupati per la crescente probabilità di una Brexit disordinata il prossimo 31 ottobre.
Gli effetti sulla sterlina possiamo vederli grazie alla webtrader di .

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La coppia GBPUSD martedì è scivolata da un massimo di 1,2302 all’inizio della sessione di Londra a un nuovo minimo mensile di 1,2196, e al caduta è stata arginata solo dal rilascio debole dell’indice dei prezzi alla produzione negli Stati Uniti.
Anche nei confronti dell’euro, la sterlina ha perso quota. Il cambio EURGBP si sta infatti riavvicinando a quota 90,00, vista l’ultima volta a inizio di settembre.

I dati hanno ripetutamente messo in evidenza l’entità del danno potenziale derivante da una Brexit senza accordo. Un rapporto dell’Institute for Fiscal Studies pubblicato martedì afferma che una no deal Brexit potrebbe raddoppiare il deficit di bilancio della Gran Bretagna a circa 100 miliardi di sterline (123 miliardi di dollari).

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