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LIRA TURCA, previsioni cambio EURO e DOLLARO contro TRY

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Previsioni 2021 sul cambio Eur-TRY (euro lira turca) e Usd-TRY (dollaro lira turca). Ecco i temi più importanti

La Lira turca ha accresciuto il proprio peso sul panorama internazionale, per via soprattutto della posizione del paese che si trova in mezzo tra occidente ed oriente, come un ponte tra due culture. Inoltre dal punto di vista economico la Turchia sta diventando un partner commerciale sempre più importante per via della posizione nel Mediterraneo.

Tuttavia, le vicende turche sono spesso accompagnate da turbolenze e frizioni internazionali, che finiscono per proiettarsi sul mercato sull’andamento della Lira.

E allora quali prospettive ci sono per la valuta turca? Le previsioni cambio euro-lira dove ci portano? E il cambio dollaro-Lira?
Per avere delle risposte occorre esaminare il quadro generale (politico ed economico) del paese turco.

La Lira nel Forex e gli shock politici

Come tutte le valute dei mercati emergenti, la Lira turca è un asset che va “maneggiato” con cura, perché non è infrequente assistere a delle escursioni di prezzo anche notevoli, soprattutto in concomitanza di eventi o accadimenti politici. E gli eventi recenti lo dimostrano ampiamente…
Negli ultimi anni infatti ci sono stati due shock violenti.

…il Golpe fallito

Il primo è il fallito Golpe dell’estate 2016, che ha innescato la ritorsione durissima del presidente Erdogan, che da quel momento ha cercato (e nel 2018 ottenuto) poteri pressoché assoluti.
Quell’episodio innescò un clima di grave tensione interna, e provocò una caduta della Lira tanto che il cambio nel giro di 5 mesi guadagnò circa il 30%, come vediamo sulla piattaforma .

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…l’estate drammatica del 2018

Nell’estate del 2018 c’è stato un secondo shock pesantissimo.

Dopo aver ottenuto poteri assoluti grazie alla riforma della costituzione, Erdogan ha continuato a surriscaldare l’economia turca alimentando l’indebitamento, il deficit delle partite correnti e infischiandosene della marcia veemente dell’inflazione, che era salita al 15% e nel successivo mese di novembre giungerà oltre il 25%.

Di fronte a questo scenario terribile, i mercati si aspettavano un intervento della Banca Centrale (che peraltro da poco aveva già alzato i tassi al 17,75%), ma Erdogan ha “pressato” l’istituto Centrale affinché evitasse un ulteriore ritocco dei tassi.
I mercati hanno reagito malissimo di fronte a questa situazione esplosiva, aggravata anche dal clima testo con gli USA e dal rischio sanzioni.

La Lira durante l’estate ha così avuto un crollo verticale, toccando quello che all’epoca fu il minimo storico contro il biglietto verde verso quota 7,10, come vediamo ancora sulla webtrader .

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Soltanto dopo questo tracollo, la Banca Centrale è intervenuta alzando i tassi di interesse di una misura shock (625 punti base) portandoli al 24% nel mese di settembre 2018, arginando così il declino.
Peraltro durante questi due shock non è che la cosa sia andata meglio rispetto all’euro. La coppia infatti dall’inizio del 2015 a metà 2018 è cresciuta del 270%, passando da 2.65 addirittura a 7.30.

Il 2019 complesso e il tracollo nel 2020

La relativa “calma” per la Lira turca è durata qualche mese, perché nel 2019 hanno cominciato a riemergere i gravi problemi del tessuto economico e politico del Paese.

Erdogan ha fatto pressioni più volte per un ritorno ai “vecchi” tassi di interesse bassi. Finché Murat Cetinkaya è stato governatore della CBRT, non lo ha accontentato e anche per questo l’inflazione è scesa sotto la doppia cifra. Ma poi, proprio quando la Lira stava cominciando a riprendersi, Erdogan a luglio 2019 ha silurato Cetinkaya sostituendolo col più fidato Murat Uysal.
Una volta assoggettata anche la banca centrale al suo potere, l’ha spinta a fare massicci tagli ai tassi di interesse, che in pochi mesi sono passati dal 24% fino al 12% in dicembre 2019 (e nel frattempo anche l’inflazione ha cominciato a risalire).

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Ciò ha riacceso la pressione sulla valuta nazionale. Per evitare un nuovo tracollo la Banca centrale (alla quale veniva impedito di alzare i tassi) è stata costretta a intaccare in modo pesantissimo le proprie riserve.
Ma questa situazione esplosiva sarebbe deflagrata di lì a poco, a causa del Covid…

La pandemia spinge la Lira verso nuovi minimi storici

Lo scoppio della pandemia ha colpito le valute dei Paesi più deboli in modo fortissimo. La Turchia in special modo, anche per via di situazioni geopolitiche molto tese (contrasti con Siria, USA, UE).
La recessione economica ha spinto la CBRT – mossa obbligata che ha fatto pure felice Erdogan – a tagliare più volte i tassi spingendoli fino all’8,25% in maggio per dare un sostegno all’economia.
Ma questo ha indebolito ulteriormente la Lira.
Il cambio UsdTry ha così toccato il nuovo massimo storico verso 8,6.
Anche l’EurTry si è spinto sui massimi storici a 10,14 (fonte grafica ).

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La situazione drammatica nella quale si è venuta a trovare la Lira (che a un certo punto avrebbe dovuto iniziare a rialzare i tassi) e la crisi di fiducia dei mercati verso la Turchia, ha suggerito un nuovo cambio di rotta sulla fine del 2020.
Sotto la crescente pressione dei mercati internazionali, Erdogan ha cambiato il governatore della CBRT, mettendoci a capo Naci Agbali – più autonomo – e quest’ultimo ha fatto una svolta ad U, alzando di nuovo il costo del denaro fino al 19%.
E’ così arrivata subito una boccata di ossigeno per la Lira, anche se l’economia nel frattempo ha continuato a fare i conti con i danni del Covid.

La nuova mossa assurda di Erdogan

Purtroppo la quiete è durata pochi mesi appena.
A marzo 2021, Erdogan con un colpo di teatro ha rimosso il governatore Agbali, mettendo a capo della banca centrale un altro uomo fidato (Sahap Kavcioglu), uno cioè disponibile ad assecondare i suoi capricci e d’accordo a non alzare ulteriormente i tassi, e semmai sperare di abbassarli il prima possibile.
Una decisione improvvisa che ha nuovamente allarmato i mercati, facendo sprofondare la Lira del 10% in poche ore.

Previsioni 2021 sul cambio Euro-Lira e Dollaro-Lira

Cosa accadrà nel prossimo futuro al cambio e al cambio ?
Tutto dipende da come si intrecceranno diversi fattori, circa i quali Erdogan è sempre protagonista.

FATTORE POLITICO. Erdogan ha un potere assoluto, è il sultano della Turchia. Ma il suo consenso è in calo, e anche sotto il profilo internazionale s’è fatto molti “nemici” per via del suo atteggiamento sprezzante.
Il Paese necessiterebbe di riforme profonde per rimettere in piedi una situazione economicamente esplosiva, cosa che rende poco appetibile la Lira sui mercati.

LA BANCA CENTRALE. Dall’estate del 2018, Erdogan ha un potere forte anche sull’istituto centrale. Ha licenziato Murat Cetinkaya che non lo assecondava. Ha spinto Murat Uysal a tagliare i tassi contro il parere di tutti gli economisti.
Poi ha cacciato anche quest’ultimo quando la Lira ha avuto un nuovo tracollo. L’ex ministro delle Finanze Naci Agbal, nuovo governatore, ha alzato i tassi e sta cercando di ridare un’immagine più indipendente all’istituto e provando a ricostruire le riserve valutarie pesantemente intaccate negli ultimi anni.
Ma a marzo 2021 è stato cacciato anche lui, per nominare Sahap Kavcioglu, uomo fidato del sultano.
In sostanza: la banca centrale è sotto il totale controllo di Erdogan e non ha alcuna reale autonomia.

FATTORI ESTERNI. Come tutte le valute emergenti, la Lira turca risente in modo esponenziale del clima economico che si respira a livello globale, nonché delle tensioni sul fronte internazionale.
Tra i fattori esterni pesano anche gli effetti del coronavirus sull’economia, finita in grave recessione.

Ma sulla Lira pesano anche altre questioni internazionali: Ankara infatti ha un atteggiamento assertivo che provoca spesso frizioni con Washington e Bruxelles. Inoltre sul fronte mediorientale, la Turchia prosegue la strenua difesa dei propri interessi nazionali, attivandosi sia in Siria sia in Iraq per gestire la minaccia rappresentata dalla presenza curda.
Queste tensioni sono sempre un fardello per la Lira, perché spaventano gli investitori.

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