Nonostante una stretta ampiamente attesa dal mercato, l’approccio cauto della Reserve Bank of Australia mette in discussione un’ulteriore intervento entro fine anno e frena l’Aussie sul mercato valutario (), dove si affaccia sui minimi di metà ottobre.
Al termine del meeting di politica monetaria di novembre, la banca centrale australiana ha alzato il tasso di interesse di 25 punti base portandolo al 4,85%. Si tratta del quinto aumento al costo del denaro quest’anno, che porta gli oneri finanziari al livello più alto dalla fine del 2008.
Tuttavia, la decisione è stata assunta con un voto contrastato, visto che ben 3 membri (su 9) hanno votato per mantenere i tassi stabili. Inoltre l’istituto centrale ha rimosso il riferimento esplicito a ulteriori aumenti dei tassi, segnalando così una possibile pausa nella prossima riunione di dicembre.
La situazione è complicata. Le pressioni inflazionistiche sono persistenti e diffuse, e con prezzi elevati di carburante e materie prime nel contesto del conflitto in Medio Oriente. Le aziende trasferiscono i rincari dei costi ai consumatori, e si prevede che l’inflazione resterà oltre il 3% nel corso del prossimo anno, tornando nell’intervallo obiettivo (2-3%) solo alla fine del 2027.
Nel frattempo, si prevede che la crescita economica rallenterà ulteriormente, i prezzi delle case sono diminuiti in modo significativo e si prevede che la disoccupazione aumenterà più di quanto previsto in precedenza.

Dal momento che la stretta della RBA era ampiamente attesa, sul mercato valutario quello che ha pesato è l’approccio meno aggressivo del previsto della banca centrale. Il cambio così è sceso sotto quota 0,70, raggiungendo il minimo delle ultime due settimane.
Come vediamo sulla piattaforma , il cambio tra le due valute sta vivendo una correzione rispetto al trend rialzista delle ultime settimane. Un segnale tecnico importante è il taglio della media mobile a 200 periodi, che manda un messaggio ribassista al mercato. Tuttavia, finché rimarremo oltre il supporto a 0,695, lo scenario a medio termine rimane rialzista.

















