Bursca marcia indietro del dollaro neozelandese, dopo la mossa a sorpresa della Reserve Bank of New Zealand. Nella riunione di politica monetaria di ottobre l’istituto centrale ha mantenuto invariato il tasso di interesse ufficiale al 2,75%, smentendo le aspettative che prevedevano un aumento di 25 punti base per contrastare l’inflazione.
La decisione della RBNZ è stata presa con una maggioranza di 4 voti contro 3. La banca centrale aveva effettuato due aumenti consecutivi dei tassi, ed evidentemente ha voluto evitare di essere troppo aggressiva nello spingere il ritorno dell’inflazione verso il 2% (punto medio dell’intervallo obiettivo). Ciò metterebbe sotto pressione l’economia che sta vivendo una ripresa ancora fragile.
Tuttavia i membri del comitato hanno convenuto che probabilmente sarà necessario un ulteriore inasprimento della politica monetaria, la cui tempistica dipenderà dalle prospettive economiche e anche da come procederà l’inflazione, visto che nel breve termine c’è ancora molta volatilità dei prezzi del petrolio e dei carburanti.

La decisione della RBNZ ha spiazzato i mercati, che avevano completamente scontato una stretta di un quarto di punto. Ciò ha innescato forti vendite sul dollaro “kiwi”. Il cambio si è affacciato sotto la soglia di 0,560, toccando il minimo delle ultime due settimane.
Come vediamo sulla piattaforma , il cambio è rimbalzato con forza sulla media mobile a 50 periodi, che ha agito da resistenza. Si è così formato un pattern “flag” (bandiera ribassista), che potrebbe segnalare la continuazione del trend discendente.
Va segnalato che il dollaro neozelandese ha perso terreno rispetto anche al dollaro australiano, raggiungendo il livello più basso da marzo 2013.

















