Dopo il solido trend rialzista avvenuto da fine giugno a metà agosto, il dollaro neozelandese ha imboccato la via della discesa rispetto a quello americano, toccando il livello più basso dell’ultimo mese e mezzo.
I driver ribassisti del dollaro NZD
L’intensificarsi del conflitto in Medio Oriente ha pesato sul sentiment degli investitori. L’Arabia Saudita ha temporaneamente chiuso un oleodotto cruciale in seguito agli attacchi dei droni e l’avanzata degli Houthi dello Yemen, alimentando ancora di più la paura di un’ampia crisi energetica. Il petrolio è sempre più vicino ai 110 dollari per barile (dati ).
A pesare ulteriormente sul dollaro kiwi è la forza del biglietto verde americano, dopo che l’elevata inflazione statunitense ha rafforzato le aspettative che la Federal Reserve alzerà i tassi di interesse nel corso di questa settimana (il è salito verso 99,5, guadagnando per la quarta sessione consecutiva).
Dati macro e meeting RBNZ
Nel frattempo, gli investitori attendono i dati sul PIL neozelandese del secondo trimestre per avere indicazioni sulla salute dell’economia e sul percorso politico della Reserve Bank. I mercati sono divisi sulla probabilità di un terzo rialzo dei tassi in ottobre, anche se la RBNZ ha indicato che adotterà un approccio misurato nei confronti di qualsiasi ulteriore inasprimento.
NZDUSD in trend ribassista
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In questo scenario il cambio scende sotto 0,58, toccando il livello più basso da fine luglio. Negli ultimi giorni alcuni segnali tecnici hanno consolidato il momento ribassista, a cominciare dal taglio deciso sia della media mobile a 50 periodi che della media a 200 periodi. Tuttavia l’indicatore RSI si sta avvicinando all’ipervenduto, e ciò aumenta la possibilità di una correzione al rialzo.

















