In assenza di grandi novità dal Medio Oriente e con l’attenzione già rivolta al simposio di Jackson Hole che comincerà tra pochi giorni, il mercato valutario si muove poco e il dollaro australiano resta vicino ai massimi di 3 mesi rispetto a quello statunitense ().
I verbali della RBA
Nelle ultime ore sono stati pubblicati i verbali dell’ultima riunione di politica monetaria della RBA, che ha mantenuto i tassi al 4,35% per la seconda riunione consecutiva dopo tre rialzi all’inizio dell’anno.
Sebbene il Consiglio abbia giudicato che l’attuale tasso di interesse di riferimento fosse sufficientemente restrittivo per riportare l’inflazione all’obiettivo entro un lasso di tempo ragionevole, diversi membri hanno sottolineato il rischio che l’inflazione possa rivelarsi più persistente del previsto. Per questo c’è la possibilità concreta di un ulteriore inasprimento.
I dati macro che invitano alla cautela
Tuttavia, i recenti dati deboli sull’occupazione hanno ridotto le aspettative di un aumento immediato. I mercati che prezzano solo una probabilità del 13% di una stretta monetaria a settembre, mentre stimano una probabilità di circa il 67% di un rialzo entro febbraio 2027.
Sarà molto importante vedere il dato sull’inflazione di luglio (mercoledì), dopo che il dato di giugno è risultato in calo al 3,8% ma è rimasto al di sopra dell’obiettivo (dati broker ).
Analisi cambio AUD/USD
Sul mercato valutario il cambio dollaro australiano/americano () si è mantenuto sopra quota 0,71, vicino al massimo delle ultime undici settimane. La coppia è in trend rialzista da circa due mesi, ma l’indicatore RSI in ipercomprato ha propiziato una frenata nelle vicinanze dalla zona di resistenza a quota 0,72, che rappresenta il prossimo ostacolo per i rialzisti.

















