In una giornata assai nervosa a causa della nuova escalation militare nel Golfo, il dollaro neozelandese guadagna terreno dopo la riunione di politica monetaria della Reserve Bank, che ha deciso di aumentare i tassi di interesse di 25 punti base, portandoli al 2,5%.
E’ la prima volta in oltre 3 anni che la banca centrale alza il tasso di riferimento. Inoltre la RBNZ ha segnalato un ulteriore inasprimento della politica monetaria per riportare l’inflazione verso il target, senza però provocare danni all’attività economica.
L’istituto prevede che la crescita economica del paese riprenderà slancio nel terzo trimestre, dopo aver perso slancio nell’ultimo periodo a causa dello shock dei prezzi del carburante.
L’approccio hawkish della banca centrale neozelandese è ulteriormente rafforzato dal forte balzo dei prezzi del petrolio, a causa dei nuovi raid militari nel Golfo e dopo la parole di Trump che ha annunciato la fine della tregua.
I mercati hanno quasi completamente scontato un altro aumento dei tassi a ottobre.
Sul mercato valutario il cambio tra dollaro neozelandese e statunitense () è risalito verso quota 0,57, dopo la leggera marcia indietro di inizio settimana.
Sul finire di giugno la coppia era scivolata sui minimi di 7 mesi, e nonostante la recente correzione il trend primario rimane ribassista. Per ricevere un segnale rialzista chiaro bisognerebbe almeno superare la zona di resistenza compresa tra 0,568 e 0,572.


















