La marcia più debole del previsto dell’inflazione toglie un po’ di pressione alla BCE (che tre settimane fa ha alzato i tassi di interesse), ma la scarica sull’euro che scivola ancora rispetto al dollaro. La valuta unica si affaccia così su nuovi minimi annuali.
Il report sull’inflazione
L’inflazione dei prezzi al consumo nell’Eurozona è scesa al 2,8% a giugno 2026, rispetto al 3,2% di maggio. I mercati si aspettavano una frenata di minore entità, al 3,0%. La stima di oggi rappresenta il tasso più basso da febbraio, prima che la guerra con l’Iran interrompesse le forniture energetiche e facesse salire i prezzi del petrolio, anche se rimane al di sopra dell’obiettivo del 2,0% della Banca Centrale Europea.
Il tasso core, che esclude energia e alimenti, è sceso al 2,4% dal 2,6% di maggio.
Lagarde parla al Forum di Sintra
Questo report offrendo un certo sollievo ai responsabili politici della Banca Centrale Europea. Intanto il numero uno della Eurotower ha parlato al Forum dei banchieri a Sintra (Portogallo), dove ha sottolineato che i rischi per l’inflazione e la crescita nell’area euro sono diventati meno evidenti.
L’euro si indebolisce
Il cambio tra euro e dollaro () si è così indebolito sotto la soglia di 1,14, sui minimo dell’ultimo anno. Nell’intero mese di giugno l’euro ha perso il 2% circa rispetto al dollaro, che è stato sostenuto dalle aspettative che la Federal Reserve statunitense aumenterà i tassi d’interesse entro la fine dell’anno. Mercoledì il è salito verso 101,6 mercoledì, raggiungendo il livello più alto negli ultimi 15 mesi.

















