Nonostante l’accelerazione dei prezzi al consumo che rafforzano le aspettative di una BoJ più aggressiva, lo Yen non riesce a guadagnare strada sul dollaro, e resta attorno ai minimi di 40 anni.
Il report sull’inflazione in Giappone
A giugno l’inflazione di base a Tokyo è aumentata dell’1,6% su base annua, rispetto all’1,3% del mese precedente. Si è trattato della prima accelerazione da settembre dello scorso anno e ha segnato l’aumento più rapido degli ultimi tre mesi. Questo mostra le pressioni sui prezzi derivanti dal conflitto in Medio Oriente. Tuttavia l’inflazione è rimasta al di sotto dell’obiettivo del 2% fissato dalla Banca del Giappone per il quinto mese consecutivo.
Nel frattempo, l’inflazione che esclude gli elementi più volatili (alimenti freschi ed energia), considerato un indicatore migliore dell’inflazione di fondo, è aumentato dell’1,9% su base annua, rispetto all’1,6% di maggio.
Le prospettive di politica monetaria
Le pressioni inflazionistiche alimentano la convinzione che la Banca del Giappone farà altre strette in futuro. A giugno la BoJ ha già alzato i tassi di 25 punti base, portandoli al livello più alto da settembre 1995 e segnando il primo rialzo dei tassi da dicembre dello scorso anno.
Mercoledì, il governatore della BOJ Kazuo Ueda ha ribadito il suo impegno a ulteriori aumenti dei tassi in linea con gli sviluppi economici, inflazionali e finanziari. Il giorno dopo, anche il membro del consiglio Naoki Tamura, molto hawkish, ha sostenuto un aumento dei tassi.
La BOJ dovrebbe annunciare la sua prossima decisione politica il 31 luglio.
Lo scenario grafico
Sul mercato valutario però, questa spinta aggressiva della BoJ non ha sortito effetto. Lo yen giapponese è scambiato ancora intorno ai 161,7 per dollaro (), restando vicino al livello più debole dal 1986.
Lo yen è rimasto sotto pressione nonostante l’intervento valutario record delle ultime settimane, perché un dollaro più forte e l’ampio differenziale di tassi d’interesse con gli Stati Uniti continuano a pesare sulla valuta. Negli ultimi due mesi la valuta giapponese ha perso oltre il 3% rispetto al biglietto verde.

















