Per la quinta volta di fila la Bank of Canada ha deciso di non toccare il tasso di interesse. Al termine del meeting di giugno, il board ha scelto di confermare il costo del denaro al 2,25%, in linea con le aspettative.
Secondo i responsabili di politica monetaria non ci sono evidenze che ci sia una trasmissione dell’aumento dei prezzi dell’energia (dovuta al conflitto in Medioriente) all’inflazione generale. Tuttavia, la banca centrale continua a valutare questo impatto e interverrà se necessario.
Inflazione e crescita in Canada
Ad aprile l’inflazione in Canada è salita al 2,8%, ma il tasso di inflazione di base è sceso al 2,1%. La banca centrale prevede che l’inflazione si attesti intorno al 3% prima di diminuire gradualmente verso l’obiettivo del 2%.
Riguardo alla crescita economica, i policy makers canadesi hanno sottolineato la debolezza dell’attività economica interna, evidenziando anche l’incertezza sulla politica commerciale statunitense, alla luce delle nuove proposte tariffarie di Trump.
Malgrado l’atteggiamento prudente della BoC, gli investitori si aspettano un aumento del tasso di interesse di 25 punti base a dicembre.
Scenario tecnico USD/CAD
Dopo il meeting della BoC, il dollaro canadese si è leggermente rafforzato. Il cambio è sceso sotto quota 1,40, dove ha trovato una zona di resistenza. Tuttavia è dalla fine di aprile che la coppia viaggia lungo un trend fortemente rialzista, perché il conflitto con l’Iran continua a sostenere la domanda di dollari statunitensi come bene rifugio.
Lo scenario tecnico adesso si trova ad un punto molto importante, perché sta per realizzarsi l’incrocio tra le medie mobili 50 e 200, che di solito rappresenta un messaggio molto importante per il mercato.

















