Una fortissima volatiltià si è abbattuta sul won coreano. Se la pesante svendita sul settore dei titoli tecnologici aveva spinto il won sul livello più basso da oltre 17 anni rispetto al dollaro, l’intervento delle autorità ha poi innescato un forte rimbalzo che di fatto ha annullato tutte le perdite precedenti.
Andiamo con ordine. I titoli dei semiconduttori hanno guidato un ampio calo del mercato azionario, dopo i forti dati sull’occupazione statunitense rilasciati venerdì scorso. Quel report ha rafforzato l’idea che la Federal Reserve possa mantenere i tassi di interesse elevati più a lungo.
Ne è stato penalizzato l’indice KOSPI, sul quale dopo il rally del 93% da inizio anno sono subito scattate le copiose prese di profitto. Questo ha provocato forti deflussi di capitali esteri, che hanno appesantito il Won.
Un’ulteriore pressione sulla valuta è derivata dall’escalation delle tensioni in Medio Oriente, dopo le notizie sul lancio di missili da parte dell’Iran contro Israele, che hanno sollevato timori di un possibile crollo del fragile cessate il fuoco. Questo clima favorisce il dollaro perché aumenta l’avversione al rischio, oltre a sollevare preoccupazioni per l’aumento dei costi energetici in Corea del Sud.
Il cambio era così schizzato oltre 1.560, il livello più alto da marzo 2009. Tuttavia le autorità coreane (tra le quali i vertici del Ministero delle Finanze e della Banca di Corea) sono intervenute impegnandosi a monitorare attentamente il mercato e a indagare su eventuali attività di trading sospette. Inoltre si rafforzano le aspettative di una stretta monetaria da parte della Banca di Corea.

















