Gli effetti della guerra in Medio Oriente incidono sulla direzione intrapresa dalla Bank of Japan, che lascia fermo il tasso di interesse allo 0,75% per la quarta riunione consecutiva. Tuttavia l’istituto ha dovuto rivedere al ribasso le previsioni sulla crescita economica e al rialzo quelle sull’inflazione.
Visto l’incerto scenario geopolitico, il board della BoJ ha deciso di mantenere la via della cautela, anche se l’esito del voto ci consegna una maggiore divisione interna all’interno del comitato presieduto da Kazuo Ueda, visto che su 9 componenti del board, ben 3 avrebbero preferito un stretta monetaria di 25 punti base.
Secondo l’istituto centrale nipponico le conseguenze della guerra in Medio Oriente si abbatteranno tanto sull’inflazione quanto sulla crescita economica, questo motivo ha deciso di rivedere le sue previsioni contenute nel rapporto trimestrale.
L’inflazione è stimata al 2,8% quest’anno rispetto all’1,9% precedente, mentre la crescita economica dovrebbe frenare allo 0,5% rispetto all’1% stimato in precedenza. La Band of Japan è convinta però che l’economia si riprenderà il prossimo anno, grazie alle misure governative e a condizioni finanziarie più accomodanti.
La decisione della BoJ non ha avuto grande impatto sull’andamento dello Yen, con il cambio che resta poco sopra quota 159. La coppia continua ad oscillare nel range 158-160 da diverse settimane, con la media mobile a 50 periodi che funge da supporto.
Sull’andamento della coppia valutaria incide soprattutto l’evoluzione degli scenari nella Guerra nel Golfo e la speranza che possa giungersi a un cessate il fuoco.

















