La guerra in Medio Oriente ha aumentato la volatilità dei prezzi globali dell’energia e accresciuto i rischi per l’economia globale. Così la Bank of Canada ha deciso di assumere una posizione prudente, confermando i tassi di interesse al 2,25% nella riunione di marzo, in linea con le aspettative del mercato e con le precedenti indicazioni.
Secondo i policy makers canadesi, l’attuale politica monetaria rimane appropriata viste le prospettive economiche. Tuttavia c’è una forte incertezza che potrebbe anche spingere verso un aggiustamento della politica monetaria, che potrebbe esserci in entrambe le direzioni.
La banca centrale ha riconosciuto che la crescita economica a breve termine sarà più debole del previsto, e si prevede un aumento dell’inflazione nei prossimi mesi, a causa delle pressioni sui costi legate al commercio e al forte aumento dei prezzi globali dell’energia.
Intanto il peggioramento delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente ha spinto i mercati globali a cercare rifugio nel biglietto verde americano, così il cambio USDCAD è salito fino a quota 1,37 in prossimità del livello più basso degli ultimi due mesi.
Sul fronte tecnico, la coppia sta trovando una resistenza nella media mobile a 50 periodi, mentre poco pi sopra si trova la media di lungo periodo.
Il deprezzamento del dollaro canadese è stato meno marcato rispetto a quello delle altre valute del G10, grazie al sostegno derivante dall’aumento dei prezzi dell’energia causato dal conflitto, che incrementa l’afflusso di valuta estera verso i principali esportatori di energia come il Canada.

















