L’esito delle elezioni anticipate in Giappone rafforza la premier Takaichi, spingendola verso politiche fiscali espansive e un programma conservatore, ma non impedisce allo Yen di rimbalzare rispetto al dollaro (come sta succedendo anche alle altre valute).
La coalizione di Takaichi ha ottenuto 352 dei 465 seggi alla Camera dei Rappresentanti, mentre il solo Partito Liberal Democratico ha ottenuto una maggioranza di 316.
Il risultato ha rafforzato le aspettative per una politica fiscale più accomodante e potenziali tagli fiscali, sviluppi che avevano destabilizzato i mercati finanziari giapponesi nelle ultime settimane, a causa delle preoccupazioni per l’aumento del debito pubblico del Paese. Ciò potrebbe esercitare ulteriori pressioni sullo yen e sui titoli di Stato giapponesi.
Tuttavia oggi la valuta nipponica si sta rafforzando a circa 156 per dollaro (), rimbalzando dai minimi di due settimane. Il rapporto tra le due valute sta testando nuovamente la media mobile a 50 periodi, che era stata tagliata al rialzo settimana scorsa.
I funzionari giapponesi hanno anche affermato di monitorare attentamente il mercato valutario, tenendo gli operatori in allerta per possibili interventi. Nel frattempo il membro del consiglio di amministrazione della Bank of Japan, Kazuyuki Masu, ha sottolineato che un aumento dei tassi contribuirebbe a ridurre la divergenza di politica monetaria tra il Giappone e le altre principali economie, cosa che ha acuito la prolungata debolezza dello yen. Allo stesso tempo però ha sottolineato che l’inasprimento della politica monetaria deve essere gestito con cautela, non in modo troppo aggressivo.

















