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ORO da record, il mercato è sempre più convinto che arriverà a 5000 dollari

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La corsa del metallo prezioso sta avvenendo per fattori che vanno oltre la consueta dinamica della domanda e dell’offerta

Da un anno all’altro lo scenario non sembra essere cambiato. L’oro continua ad aggiornare i massimi storici, tanto da convincere sempre più analisti che il traguardo dei 5000 dollari per oncia potrebbe davvero diventare concreto nei prossimi mesi.

Il fatto è che il rally del metallo prezioso sta avvenendo per fattori che vanno oltre la consueta dinamica della domanda e dell’offerta. E’ il frutto di un mix di fattori economici, geopolitici, monetari oltre che dei mutamenti strutturali dell’economia globale.


In questo primo scorcio di 2026, la geopolitica è tornata al centro dei mercati. L’intervento americano in Venezuela, le tensioni in Iran, le mire di Trump sulla Groenlandia sono tutti eventi che turbano i mercati e li spingono verso l’ in quanto bene rifugio per eccellenza.
Un analogo effetto lo stanno avendo le minacciose mani che si allungano sull’indipendenza della FED. L’indagine sul presidente Powell viene percepita dai mercati come una forma di pressione politica sull’istituto di Washington, alimentando il nervosismo degli investitori.


La corsa dell’ viene alimentata anche dalle prospettive di politica monetaria, perché ci sono grandi aspettative su prossimi tagli dei tassi da parte della FED. Uno o due almeno nel corso dell’anno. E come è noto, tassi di interesse più bassi aumentano l’appeal dell’oro, che è un bene che non genera rendimento.
Anche sotto un altro aspetto le banche centrali alimentano la corsa all’oro, ossia attraverso i loro acquisti continui di oro fisico.

Dato questo mix di fattori rialzisti, non bisogna sorprendersi se l’oro ha segnato nuovi massimi storici, con il prezzo spot che è salito oltre 4.640 dollari l’oncia.
Peraltro proprio il numero e la persistenza dei driver rialzisti fa pensare che ci sia un terreno favorevole ad ulteriori rialzi. Alcuni analisti vedono l’ indirizzato verso i 5.000 dollari l’oncia.

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