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Onde di Elliott (wave), cosa sono e come guadagnarci facendo trading

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La teoria dei cicli di Elliott consente di identificare con incredibile precisione i movimenti dei prezzi durante un trend

Uno degli strumenti più interessanti e complessi che si possono trovare nelle nostre piattaforme di trading sono le "onde di Elliott" (EWT).
Questo strumento trae origine dalla omonima teoria, che nella sua forma più elementare sostiene che tutta l'azione del mercato segue un ritmo ripetitivo di cinque onde (waves) nelle direzioni della tendenza (o trend) principale, seguita da 3 onde correttive (mossa 5-3).
A questa constatazione, Elliott giunse dopo aver osservato per anni l’andamento dei mercati. Secondo lui questi si muovono secondo cicli, e quindi i pattern che descrivono l'andamento dei prezzi si ripetono. Come delle onde appunto.


La conseguenza è chiara: riuscendo ad identificare in maniera corretta il pattern corrente di un prezzo, è possibile prevederne l’andamento futuro.
Si spiega allora perché questa teoria interessa moltissimo ai trader, dal momento che fornisce un metodo per identificare dei punti dove il prezzo ha una maggiore probabilità di subire un’inversione.


Come si presentano le onde di Elliott


Per spiegare tutto meglio abbiamo prima bisogno di vedere questa immagine...
Essa descrive le onde in fase rialzista (figura A) e in fase ribassista (figura B).
onde-elliot-1.jpg


Pattern impulsivi e correttivi


Esaminiamo solo la figura A, cioè quella di un trend rialzista (anche perché per quella B varranno le stesse considerazioni, ma in senso opposto).
Possiamo distinguere due tipi di configurazioni.
PATTERN IMPULSIVO. Composto dalle onde rialziste 1, 3 e 5 ("onde d'impulso") che si muovono nella direzione della tendenza e dalle onde 2 e 4 ("onde correttive") che invece si muovono controtendenza.
PATTERN CORRETTIVO. E' composto da a-b-c. Di queste le due onde di ritiro a-c si muovono controtendenza rispetto al pattern impulsivo, mentre un'onda “b” si muove nella stessa direzione del pattern impulsivo.
Una volta che si è esaurito un ciclo, ne comincia un altro nella stessa direzione oppure nelle direzione opposta in caso di inversione.


Le varianti...


Riguardo i pattern impulsivi, Elliott sostiene che le onde d'impulso 1, 2, 3 possano talvolta essere formate a loro volta da un pattern impulsivo completo (si parla di "estensione" dell'onda).
Vediamo nell'immagine sottostante come si presentano e onde di impulso (wave) 1, 2, 3 quando ognuna di esse si presenta in forma "estesa".
onde-elliot-4.jpg


Riguardo invece ai pattern correttivi (a-b-c), Elliott identifica 21 tipi diversi che però possono essere ridotti a 3 forme base, che vediamo qui sotto:
1) Formazione a zig-zag
2) Formazione piatta
3) Formazione a triangolo
onde-elliot-2.jpg


Va inoltre precisato che se viene osservato da una prospettiva più ampia o più ridotta, ogni onda può essere suddivisa in onde via via sempre più piccole.
Lo vediamo in questo esempio qui sotto dove la prima onda di impulso (quella che sopra era contrassegnata col numero 1) unitamente alla prima onda correttiva (che sopra era contrassegnata con il numero 2) formano a loro volta un ciclo.
onde-elliot-3.jpg
Secondo Elliott questo ciclo potrebbe essere scomposto a sua volta, e il successivo che ne deriva anche. E così via fino a cicli sempre più piccoli...


La durata del ciclo


La teoria delle onde di Elliott classifica le onde in base alla durata del ciclo, e ne identifica 9. Partendo dal più grande ai piccoli sono: Superciclo grande (dura decenni), Superciclo, Ciclo, Primario, Intermedio, Minore, Minuto, Minuette, Subminuette (dura poche ore).
In ogni caso, a prescindere dal fattore tempo il ciclo segue lo stesso andamento.



Come sfruttare le onde di Elliott


E' sicuramente più facile a dirsi che a farsi, ma chi riesce a comprendere e identificare correttamente i pattern delle onde di Elliott otterrà un doppio vantaggio, per via del fatto che ha delle proporzioni ben determinate:
1) Individuerà la direzione e la maturità di un trend
2) Saprà anche i range di movimento all’interno dei quali il trend si realizzerà.


Facciamo un esempio, aiutandoci con un caso concreto:
onde-elliot-5.jpg
Se identifichiamo correttamente i movimenti 1 e 2, possiamo aprire una posizione long alla creazione dell’onda d'impulso 3 (ovvero quella linea che va da 2 a 3), posizionando lo stop loss all'origine del movimento 1 (perché sappiamo che se il ciclo è ben individuato più in basso di quel livello non dovrebbe andare) e come target un livello di prezzo compreso tra 3 e 5 (dal momento che sappiamo che ci sarà una onda correttiva numero 4, ma che la successiva onda di impulso non scenderà sotto il livello 3).
Come si vede, operando in questo modo possiamo controllare il range di prezzi all’interno del quale si deve rimanere affinché la teoria sia confermata, e così riusciamo ad ottimizzare il nostro trade.
Anche le onde di correzione 2 e 4 rappresentano opportunità di trading, visto che possiamo aprire posizioni in sell sapendo già quanto potranno scendere o salire al massimo i prezzi in queste onde.


Se reputi utile questo articolo, premiaci con un semplice gesto. A te non costa nulla, per noi invece vale tanto.

Conclusioni


Qui abbiamo cercato di essere più sintetici possibile nell'illustrare la teoria delle Onde di Elliott. Essa infatti presenta numerose varianti rispetto all'originale, in particolare per quanto riguarda le onde di correzione.
La parte più delicata (e decisiva) per applicare la teoria sta nell'individuare i pattern che la compongono, e quindi le onde che si formano. Serve molta esperienza nella lettura nei grafici, anche se il beneficio che si ottiene alla fine è enorme, visto che ci permettono di scegliere i migliori punti di entrata e di uscita, cercando di aprire posizioni in buy in corrispondenza dei minimi e posizioni in sell in corrispondenza dei massimi. Hai detto poco...





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