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La RBNZ taglia il tasso di interesse. Dollaro NZD (poco) sotto pressione

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La dichiarazione rilasciata dalla RBNZ inoltre lascia la porta aperta a un ulteriore taglio dei tassi nel corso dell'anno
Come molti analisti si aspettavano, la Reserve Bank della Nuova Zelanda ha deciso di tagliare il costo del denaro nel corso della notte. Il tasso di riferimento è stato portato dall'1,75% all'1,5%, con una decisione presa all'unanimità dai membri del Comitato di politica monetaria.

Prospettive economiche deboli


Secondo la RBNZ una manovra accomodante si era resa necessaria a causa della debole spesa per consumi e per via degli ostacoli alla crescita e all'occupazione. Sul fronte esterno invece, rimane fortissima la minaccia di un rallentamento della crescita economica globale, in particolare di Cina e Australia (i suoi principali partner commerciali).
La RBNZ ha abbassato la proiezione del PIL per il 2020 da 2,9% a un livello leggermente inferiore al 2,6%. L'inflazione è vista all'1,9% per il 2020/21.

La dichiarazione rilasciata dalla RBNZ inoltre lascia la porta aperta a un ulteriore taglio dei tassi nel corso dell'anno, tenuto anche conto che ha sostanzialmente abbassato le prospettive a breve termine. Tuttavia, questa prospettiva non è imminente. Una nuova manovra espansiva potrebbe infatti avvenire verso novembre.



Dollaro neozelandese poco mosso


Sul mercato valutario, la decisione della RBNZ ha messo sotto pressione il dollaro NZD. Il cross NZDUSD era sceso a 0,6565 prima di mettere in atto un recupero. Il che potrebbe spiegarsi con il fatto che i mercati già avevano prezzato questo taglio, mentre il meeting della RBNZ ha spostato più in là nei mesi il prossimo intervento.




Andamento analogo c'è stato rispetto alla valuta unica. Dopo il meeting della RBNZ la coppia EURNZD era schizzata oltre quota 1,705, prima di scendere leggermente in prossimità di questa soglia.

La valuta neozelandese ha incominciato a muoversi al ribasso già da marzo (all'epoca l'NZDUSD valeva 0,6912), quando il mercato ha iniziato a incrementare le scommesse sul taglio dei tassi d'interesse. La prospettiva di ulteriori tagli futuri dovrebbe confermare questa tendenza al deprezzamento.

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