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Tassi fermi e dichiarazioni dovish, la Bank of Canada spinge l'USD-CAD ai massimi di 2 mesi

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La BoC ha dichiarato che c'è un clima di "maggiore incertezza" sulla tempistica dei futuri aumenti dei tassi (che ha confermato all'1,75%)
La conferma dei tassi di interesse (sia pure attesa) e una dichiarazione abbastanza prudente della Bank of Canada, hanno finito per penalizzare il dollaro canadese, che è scivolato ai minimi di due mesi nei confronti dell'USD.

L'ultimo meeting di politica monetaria della BoC non ha regalato grandi sorprese. Il board ha deciso di confermare il costo del denaro all'1,75%, a causa delle palesi difficoltà dell'economia in questo periodo. La BoC ha infatti evidenziato come i recenti report macro siano stati deludenti, e che il rallentamento del quarto trimestre è stato "più netto e più ampio" delle attese (deficit commerciale record a dicembre, e ritmo delle attività di acquisto ai minimi di 5 mesi).

La BoC ha dichiarato che c'è un clima di "maggiore incertezza" sulla tempistica dei futuri aumenti dei tassi, confermando quanto il governatore Poloz aveva già accennato a febbraio (disse che il percorso verso il tasso neutrale era molto incerto).
Secondo molti analisti, l'istituto centrale canadese probabilmente attenderà la seconda metà dell'anno, per capire se l'incertezza sulle prospettive economiche si sarà dissipata oppure no (in caso affermativo potrebbe riprendere la normalizzazione della politica monetaria).



L'atteggiamento da "colomba" della Bank of Canada ha ampliato lo spread tra i titoli di Stato canadesi e statunitensi, portandoli al livello più ampio da oltre un decennio (per la precisione da febbraio 2007) a 85 punti.
Ma ha pure messo sotto pressione il dollaro canadese. La coppia USDCAD ha infatti toccato i massimi di 2 mesi verso 1,3458. Peraltro a indebolire ulteriormente il loonie ci ha pensato l'andamento molle del petrolio, una delle principali esportazioni del Canada.




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