Nessuna sorpresa dal Regno Unito, dove il Comitato di politica monetaria della Bank of England ha deciso di mantenere il tasso di interesse di riferimento al 3,75%, in linea con le aspettative.
La decisione è stata presa con 6 voti favorevoli e 3 contrari. I membri dissenzienti avrebbero preferito un aumento di 25 punti base, come fatto nella riunione di luglio.
Il Comitato ha inoltre concordato all’unanimità di ridurre a zero il proprio stock di acquisti di titoli di Stato attraverso un programma pluriennale, disinvestendo a un ritmo medio annuo di 46 miliardi di sterline fino al 2034.
Secondo la BoE il problema principale è l’inflazione alta e volatile a causa del prolungato conflitto in Medio Oriente, che ha spinto al rialzo i prezzi del petrolio greggio e dei prodotti raffinati. Il tasso di inflazione di agosto nel Regno Unito è stato 3,1% (dati ), con ulteriori incrementi previsti nei prossimi trimestri (si stima che arriverà al 4% all’inizio del prossimo anno).
Per questo motivo la Banca d’Inghilterra ha avvertito che potrebbe essere necessario un ulteriore aumento dei tassi, se le pressioni inflazionistiche si intensificassero a causa del conflitto in Medio Oriente.
Dopo la riunione della BoE, la sterlina britannica si è mantenuta sotto quota 1,34 dollari, vicino al suo livello più basso da fine luglio. Il cross negli ultimi giorni ha tagliato prima la media mobile a 50 periodi e poi quella a 200 periodi, inviando così un messaggio ribassista al mercato.
La decisione della Federal Reserve di aumentare i tassi e segnalare un ulteriore aumento entro la fine dell’anno ha dato una ulteriore spinta alla valuta statunitense, anche se adesso il cambio GBPUSD è vicino all’area di ipervenduto, e potrebbe avvenire una correzione.

















