I numeri sul lavoro negli USA danno una spallata alle possibilità di una stretta monetaria della FED a settembre, spingendo così il dollaro sui minimi di circa 2 mesi ben al di sotto della soglia psicologica di 100.
I numeri dei Non Farm Payrolls
L’economia a stelle e strisce ha inaspettatamente perso 23.000 posti di lavoro a luglio, mentre il mercato prevedeva un incremento di 80.000 posti. Anche i dati sull’occupazione di maggio e giugno sono stati rivisti al ribasso, con una riduzione complessiva di 103.000 posti di lavoro rispetto a quanto precedentemente riportato.
Intanto il tasso di disoccupazione è sceso al 4,1%, rispetto al 4,2% di giugno e al di sotto delle aspettative, a causa dell’uscita di molte persone dal mercato del lavoro. Il tasso di partecipazione è sceso al 61,4%, il livello più basso dall’inizio del 2021.
La retribuzione oraria media del settore privato non agricolo statunitense è aumentata dello 0,1%, meno delle previsioni degli analisti. Su base annua, la retribuzione oraria media è aumentata del 3,2%, dopo un incremento rivisto al ribasso del 3,4% a giugno e inferiore alle stime degli analisti, che prevedevano un aumento del 3,4%.
Le conseguenze per la FED
Complessivamente questo dati mostrano un mercato del lavoro che si va indebolendo, segnale di allarme per la FED che così avrà più difficoltà ad alzare i tassi in un contesto di persistenti pressioni inflazionistiche e incertezza legate al conflitto con l’Iran.
Ecco perché dopo questo report, le aspettative circa una stretta a settembre sono diminuite. La probabilità è scesa al 42% dal 58% di ieri, mentre le aspettative di aumenti dei tassi entro dicembre sono calate a 28 punti base dai 32 punti base precedenti.
Lo scenario tecnico del dollaro
Questo contesto ha penalizzato il dollaro, che ha ricominciato la sua marcia indietro. Il è scivolato sotto 99,6 portandosi nella zona dei minimi di 2 mesi. Inoltre adesso sta testando la media mobile a 200 periodi, che agisce da supporto.
La debolezza del dollaro spinge invece l’euro. Il cambio si è rafforzato sopra quota 1,157 dollari, raggiungendo il livello più alto dal 16 giugno.

















