L’atteso report sull’occupazione USA, inferiore alle attese, ridimensiona le aspettative di un possibile inasprimento della politica monetaria da parte della Federal Reserve e spinge verso il basso la valuta statunitense. Il scivola così vicino alla soglia di 100.
I dati sui Non Farm Payrolls
L’economia statunitense ha aggiunto 57.000 posti di lavoro netti a giugno (Non Farm Payrolls), circa la metà di quanto previsto. E’ un dato inferiore ai 129.000 di maggio. Si tratta del minor aumento occupazionale degli ultimi quattro mesi, dopo tre mesi consecutivi di crescita superiore alle attese.
Intanto il tasso di disoccupazione è inaspettatamente sceso al 4,2%, ma questo calo è dovuto principalmente a una contrazione del tasso di partecipazione alla forza lavoro, che evidenzia un generale rallentamento del mercato del lavoro.
Infine, la crescita salariale negli Stati Uniti si mantiene stabile allo 0,3%, come previsto. Su base annua la retribuzione oraria media è aumentata del 3,5%.
Le implicazioni per le mosse della FED
Questo report evidenzia una frenata della crescita del mercato del lavoro. Ciò riduce il margine di manovra della Fed per contrastare l’inflazione, supportando l’ipotesi che non ci saranno ulteriori rialzi dei tassi nei prossimi mesi. La probabilità implicita di un rialzo dei tassi a settembre è scesa a quasi il 50%, rispetto al 64% di ieri.
La prospettiva prudente è stata ulteriormente rafforzata dalle parole del presidente della Fed, Kevin Warsh, al Forum della BCE. Il capo dell’istituto centrale americano ha osservato che la moderazione delle aspettative di inflazione ha eliminato l’urgenza immediata di un inasprimento della politica monetaria.
La situazione del Dollar Index
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Sul mercato valutario il ha ingranato al retromarcia, scendendo a 100,5. Nei giorni scorsi avevamo sottolineato come l’indicatore RSI in ipercomprato avrebbe potuto provocare una correzione, ed è quello che sta succedendo da qualche giorno. Il DXY resta comunque oltre le due medie mobili principali (50 e 200), quindi la tendenza rialzista è ancora intatta, ma di sicuro ha perso slancio.

















