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La tensione nel Golfo frena il franco svizzero: USDCHF di nuovo al test della Ema50

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Dopo un breve trend ribassista il cambio tra le due valute è rimbalzato ancora

La rinnovata escalation militare tra Stati Uniti (USA) e Iran riporta il nervosismo sui mercati, spingendo il dollaro e penalizzando il Franco svizzero.
Durante il wekeend si era sperato in uno scenario più disteso, e invece la tensione è riesplosa di nuovo.
Le forze americane hanno effettuato nuovi attacchi nel sud dell’Iran, mentre il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) dell’Iran ha affermato di aver abbattuto un drone MQ-9 Reaper statunitense che era entrato nello spazio aereo iraniano. Il Ministero degli Esteri iraniano ha accusato gli Stati Uniti di aver violato il cessate il fuoco e ha avvertito che Teheran “risponderà e non esiterà a difendersi.


Nonostante la rinnovata escalation militare, gli sforzi diplomatici tra Washington e Teheran continuano, ma intanto questo scenario riporta gli acquisti sul dollaro e penalizza il franco svizzero (CHF), invertendo la tendenza di breve periodo che era ribassista.
Il cambio scambia intorno a 0,78 ed è tornato a testare la media mobile a 50 periodi, dopo essere rimbalzato su quella a 200 periodi nei giorni scorsi..


Intanto in Svizzera l’inflazione è salita al livello più alto degli ultimi 16 mesi ad aprile, anche se rimane all’interno dell’obiettivo 0-2% della banca centrale (SNB). Per questo si prevede che la SNB manterrà invariata la sua politica monetaria, poiché l’impatto inflazionario derivante dall’aumento dei prezzi dell’energia è stato in parte compensato dalla forza del franco svizzero, che contribuisce a rendere le materie prime denominate in dollari statunitensi come il petrolio più economiche in termini di valuta locale.

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