Dopo il costante recupero cominciato nel mese di aprile, il prezzo di Bitcoin si sta consolidando attorno alla soglia di 80mila dollari.
Anche se finora è mancato lo slancio giusto per spingersi oltre, è importante almeno non allontanarsi da questa zona di prezzo.
Dobbiamo anzitutto evidenziare che lo scenario attorno a e all’intero settore delle crypto è incerto come per tutti i mercati, a causa della situazione in Medioriente. Un cessate il fuoco definitivo ancora non si vede all’orizzonte, e questo condizionerà l’economia globale e le banche centrali interesse (a maggior ragione la FED che ha appena cambiato guida, passando a Kevin Warsh). Pensare che in un contesto simile le crypto possano correre è fuori discussione, ma proprio per questo il recente andamento deve indurre all’ottimismo.
Attenzione però alla struttura della richiesta di . Un flusso degli ordini sempre maggiore proviene dal mercato dei derivati e quindi principalmente dal posizionamento dei futures. Il volume spot, invece, non ha ancora seguito lo stesso passo. Ciò potrebbe rappresentare una minaccia per il breve periodo, perché se l’aumento è principalmente dovuto alle posizioni futures con leva, questo potrebbe non essere sostenibile a medio termine (a meno che non intervengano nuovi fattori rialzisti per il prezzo).
Questo scenario aumenta il rischio di volatilità perché le reazioni ai movimenti a breve termine sono più rapide, le coperture dei profitti sono più aggressive e spesso i trader chiudono posizioni anche in caso di piccoli contrattempi.

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Finora Bitcoin è riuscito a difendere l’importante zona intorno agli 80.000 dollari e continua a mostrare una forza relativa. Lo scenario tecnico che vediamo sulla piattaforma di investimento evidenzia come la media mobile a 200 periodi stia agendo da resistenza.
Soltanto il breakout di quest’area potrebbe dare slancio forte al prezzo. Il fattore decisivo ora sarà se acquirenti istituzionali e partecipanti al mercato spot continueranno a sostenere il movimento attuale.
Poco più in basso c’è invece la media mobile a 50 periodi, che nelle ultime settimane ha svolto il ruolo di supporto dinamico.

















