La mancanza di progressi nel processo di pace USA-Iran attenua l’appetito degli investitori per il rischio e fornisce un po’ si sostegno al dollaro, che guadagna ancora terreno rispetto al franco svizzero (USDCHF).
Anche se Trump ha prorogato indefinitamente la tregua del 7 aprile, in attesa di una nuova proposta iraniana, lo stretto di Hormuz è ancora chiuso e le forze iraniane hanno sequestrato almeno due navi in quella zona. Dal canto suo, l’esercito statunitense ha deviato tre navi iraniane nell’Oceano Indiano. Senza nuovi colloqui di pace programmati, la tensione resta alta e il cessate il fuoco è molto fragile.
Il dollaro Usd ha ricevuto una spinta anche dalla recente testimonianza del futuro presidente Fed, Kevin Warsh. Il prossimo capo della banca centrale USA ha assicurato di non aver promesso a Trump alcuna politica monetaria specifica, una dichiarazione che è stata vista come restrittiva.
Questo scenario spinge il cambio oltre quota 0,785. Da un punto di vista tecnico, il trend a breve termine rimane ribassista, ma l’azione recente dei prezzi ha innescato il test della media mobile a 50 periodi. Qualora il cambio USDCHF dovesse superare questa soglia, il mercato riceverebbe un messaggio rialzista.
Più in alto, la coppia potrebbe trovare resistenza al ritracciamento di Fibonacci del 38,2% del calo di aprile, vicino a 0,7870.

















