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Il dollaro scende ancora: Index sotto 99, in corso il test delle medie mobili

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Intanto l’impatto della guerra si sta già riflettendo sull’inflazione USA, che risale rapidamente

Mentre dal Medio Oriente arrivano timidi segnali incoraggianti sul possibile cessate il fuoco, negli USA l’inflazione manifesta già la prime conseguenze della crisi energetica legata alla guerra. In questo scenario il dollaro fa ancora marcia indietro, scivolando sotto la soglia di 99.

Delegazioni statunitensi e iraniane si incontreranno in Pakistan sabato, mentre Israele ha accettato di avviare colloqui con il governo libanese, alimentando le speranze di una de-escalation nella regione. Tuttavia Trump ha minacciato l’Iran di riprendere gli attacchi in caso di fallimento dei negoziati.
Nel frattempo la tregua non sblocca ancora il passaggio delle petroliere nello Stretto di Stretto di Hormuz, innervosendo i mercati che speravano in tempi di riapertura abbastanza rapidi (anche se graduali).


Sul fronte macro, l’impatto della guerra si sta già riflettendo sull’inflazione USA. A marzo i prezzi al consumo sono aumentati dello 0,9%, il maggiore incremento mensile da giugno 2022, portando il tasso annuo al 3,3%, il più alto da maggio 2024. L’indice dei prezzi al consumo “core” è aumentato al 2,6%.
Inoltre i prezzi dell’energia sono aumentati del 12,5% su base annua, l’incremento più marcato da novembre 2022.
Un brutto segnale arriva anche dalla fiducia dei consumatori, che è crollata al minimo storico ad aprile e anche le aspettative di inflazione per l’anno a venire sono aumentate bruscamente.


A causa di questo scenario, gli investitori ritengono che ci siano poche possibilità di un altro taglio dei tassi di interesse da parte della Fed nel 2026 e molti economisti mantengono le previsioni di una o più riduzioni entro la fine dell’anno.


Sul mercato valutario intanto il scivola sotto la soglia di 99, aggirandosi sui minimi di un mese. Il quadro tecnico si fa molto interessante, perché l’Index DXY adesso sta testando le medie mobili a 500 e 200 periodi, che peraltro si stanno incrociando.
L’esito dei negoziati potrebbe dare un impulso molto forte al biglietto verde, sia in un senso che nell’altro.

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