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Sterlina di nuovo debole dopo PMI e dati inflazione. GBPUSD sotto 1,34

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L’attività economica si è deteriorata mentre l’inflazione core è cresciuta più del previsto a febbraio

Le notizie che giungono dal Medio Oriente continuano ad essere la vera bussola dei mercati, che anche oggi vedono la sterlina perdere leggermente terreno rispetto al dollaro americano. Intanto nel Regno Unito è stato pubblicato anche un nuovo report sull’inflazione, da prendere comunque con cautela visto che è antecedente al conflitto.


A febbraio il tasso di inflazione annuale nel Regno Unito si è stabilizzato al 3%, in linea con le aspettative. Rispetto al mese precedente, l’indice dei prezzi al consumo (CPI) è aumentato dello 0,4%, mentre l’inflazione di base annua è inaspettatamente salita al 3,2% dal 3,1% (mentre le stime si aspettavano una conferma del dato precedente).
Su base mensile, i prezzi al consumo di base sono aumentati dello 0,6%, superando le previsioni dello 0,5% e invertendo il calo dello 0,6% registrato a gennaio.


Come detto, tuttavia, questo report sui prezzi non è molto indicativo dal momento che la vera minaccia che incombe sull’andamento dell’inflazione è la crisi energetica innescata dalla guerra del Golfo. Le speranze di una de-escalation delle tensioni sono di nuovo cresciute dopo che – secondo alcune indiscrezioni – Washington avrebbe presentato a Teheran una proposta di pace in 15 punti dopo un possibile cessate il fuoco di un mese. Tuttavia l’Iran avrebbe respinto qualsiasi coinvolgimento.
Il mercato continua a vedere tra 2 e 3 aumenti dei tassi di interesse entro la fine dell’anno da parte della Bank of England.


In questo contesto la sterlina britannica resta sotto 1,34 dollari (), anche per via dei recenti dati PMI inferiori alle attese (la crescita dell’attività economica nel Regno Unito è rallentata al livello più basso da settembre 2025).
Dopo aver toccato i minimi da dicembre scorso, il cambio GBPUSD ha provato un rimbalzo ma si è scontrato con la media mobile a 200 periodi che agisce da resistenza (poco oltre quota 1,34). A quota 1,35 invece c’è la media mobile a 50 periodi, che rappresenta il successivo livello di resistenza.

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