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Rand sudafrica ZAR

Trump non spegne il nervosismo dei mercati. Afflussi verso le valute emergenti, USDZAR sui minimi dal 2022

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Il presidente USA ha tenuto un vero e proprio show al forum di Davos

La questione geopolitica tiene banco al World Economic Forum di Davos e incide chiaramente sui mercati valutari. Il presidente Trump ha ribadito l’intenzione di acquisire la Groenlandia, affermando di “cercare negoziati immediati per discuterne”. Ma comunque ha assunto dei toni più smorzati perché ha escluso un intervento militare. Tuttavia ha anche avvertito che se l’Europa si metterà di traverso ci saranno delle ripercussioni (“ce ne ricorderemo“).


Lo scenario rimane però nervoso, provocando un allontanamento dagli asset statunitensi e un afflusso verso i mercati emergenti a rendimento più elevato. Così il rand sudafricano si è rafforzato sul dollaro. Il cambio è sceso sotto 16,30, toccando il livello più basso da agosto 2022. Nell’ultimo mese la valuta sudafricana ha guadagnato oltre il 2%.


I trader hanno anche valutato i dati sull’inflazione Sudafricana di dicembre (salita leggermente dal 3,5% al 3,6%, ma comunque all’interno della fascia target 3-4%) e il potenziale impatto sulle prossime mosse della banca centrale SARB. Secondo i mercati aumentano la possibilità di un taglio dei tassi di 25 pb nella prossima riunione del 29 gennaio.
Il governatore della banca centrale sudafricana, Lesetja Kganyago, ha dichiarato a Davos che l’inflazione è sulla strada per raggiungere l’obiettivo rivisto del 3% della SARB nel 2026, prima del previsto. Ha anche lasciato intendere che quest’anno ci sono possibilità di due tagli ai tassi.

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