Dopo quasi 18 anni è tornato a verificarsi un fenomeno raro: per dieci sedute consecutive c’è stata una sovraperformance delle small cap (misurate dall’indice Russell 2000) sull’indice S&P500. L’ultima volta che ciò avvenne risale al 2008.

Come sottolinea l’analista di , Gabriel Debach, se una cosa del genere si ripete per dieci seduta di fila non è una casualità statistica, ma un segnale preciso che sta succedendo qualcosa: “il mercato sta mutando verso un risk-on diffuso e corale – spiega l’esperto – dove la liquidità non cerca più solo le Big Tech ma si spinge verso la pancia dell’economia reale americana”.
Inoltre questo avviene mentre i rendimenti salgono (cosa che teoricamente danneggia le small cap, più vulnerabili ai tassi alti per struttura di debito) e la curva si appiattisce. Ciò vuol dire che non accade perché il costo del capitale scende, ma perché le aspettative sugli utili stanno salendo più velocemente del costo del denaro.
Da dove nasce tanto ottimismo? Secondo l’esperto di , sono i numeri macroeconomici che lo alimentano. Infatti gli ultimi dati sull’economia a stelle e strisce hanno spazzato via le paure di recessione. Questa ripresa della crescita reale ha trovato una sponda anche nella stagione delle trimestrali.
“La salute del trend rialzista è confermata da un’ampiezza di mercato che non vedevamo da tempo“, sottolinea l’esperto di . Ciò smentisce chi gridava alla bolla concentrata su pochi titoli tecnologici. “Quasi il 70% delle azioni del Russell 2000 scambia ora sopra la media mobile a 200 giorni“. Ciò evidenzia una partecipazione corale che rende il mercato più resiliente.
Questo scenario però deve far stare sull’allerta il piccolo investitore, che generalmente è più sensibile al sentiment. Infatti per sua natura tende ad avere paura quando i prezzi sono già scesi e il danno è fatto. “La cosiddetta fuga dalla paura è una delle strategie più distruttive in assoluto“, sottolinea l’analista di perché vendere quando il sentiment è depresso significa uscire dopo che il drawdown si è già materializzato.
Cosa fare allora? Si deve regolare l’intensità del rischio, cominciando con largo anticipo a costruire protezioni. Del resto è proprio nei momenti di euforia estrema che il rischio va gestito.

















