Le divergenti prospettive sui tassi di interesse tra la Banca d’Inghilterra e la Federal Reserve statunitense continuano a spingere la sterlina, che si è attestata sui massimi di tre mesi rispetto al dollaro ().
I mercati ritengono che la Bank of England effettuerà soltanto un ulteriore taglio dei tassi nel corso del 2026, dopo la sforbiciata di 25 punti base (al 3,75%) fatta a dicembre con una maggioranza risicata (5 a 4). Invece dalla Federal Reserve ci si aspettano almeno due sforbiciate volte quest’anno, con una piccola probabilità di una terza riduzione.
Se questo da un lato continua a esercitare pressione sul dollaro, dall’altra conferisce alla sterlina un vantaggio di rendimento relativo.
Ecco perché il cambio sale oltre 1,353, arrivando a nuovi massimi trimestrali. All’inizio di dicembre il rapporto tra le due valute ha tagliato sia la media mobile a 50 periodi che quella a 200 periodi, inviando così un messaggio fortemente rialzista al mercato.
Sul fronte dei dati, le approvazioni di mutui nel Regno Unito sono diminuite meno del previsto, mentre i prestiti al consumo sono aumentati a un massimo biennale a novembre, trainati dalla spesa tramite carte di credito in vista della manovra fiscale del partito laburista.

















