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Usa, dati sul lavoro migliori del previsto. Ma il cross Eur-Usd viaggia verso quota 1,10

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Le fila dei disoccupati americani infatti si è ridotta ai minimi da quasi un decennio, dall’era precedente la grande crisi, dal maggio del 2007
L'evento macro più interessante in arrivo dagli USA, ovvero i dati sul lavoro pubblicati ieri, hanno sorpreso i mercati per il loro tenore molto positivo. Le fila dei disoccupati americani infatti si è ridotta ai minimi da quasi un decennio, dall’era precedente la grande crisi, dal maggio del 2007.

Infatti il report parla di 211mila posti lavoro creati ad aprile, molti più del previsto (188mila), mentre il tasso di disoccupazione è calato - come riferito dal dipartimento al Lavoro - dal 4,5 al 4,4%, mentre le previsioni erano per un aumento al 4,6%.
Va precisato però che c'è minore entusiasmo riguardo alle condizioni del mercato del lavoro, perché i salari orari pur aumentando del 2,5% dall’anno scorso sono stati giudicati ancora men che soddisfacenti.



Lo scatto dell’occupazione comunque dà ragione alla Federal Reserve, che nel lasciare inalterati i tassi di interesse aveva però espresso considerazioni positive sulla situazione economica americana, dando così modo di intravedere un prossimo rialzo del costo del denaro.

Il cammino che prevede altri due rialzi dei tassi d’interesse quest’anno potrebbe quindi davvero riprendere nel prossimo meeting di giugno. Anche perché i dati recenti sembrano sostenere l'ipotesi che ci sarà un rimbalzo della crescita del Pil fino al 3,3% nel secondo trimestre, rispetto alla brusca e deludente frenata allo 0,7% avvenuta nei primi tre mesi.



Sui mercati valutari il dollaro non ha avuto una grande reazione dopo i dati sui Non Farm Payrolls, anche perché i mercati dei futures avevano già valutato la probabilità che la Fed alzerà i tassi il mese prossimo al 94%. Non c'era quindi spazio per i numeri del lavoro di spostare ulteriormente l'ago della bilancia.

Il cross EUR/USD è arrivato a toccare quota 1,10 mostrando negli ultimi giorni un andamento fortemente volatile. E' chiaro però che qui incide in modo fortissimo lo scenario politico che in Francia questo weekend dovrebbe consegnare la presidenza al candidato europeista Macron, un evento che i mercati finanziari stanno già prezzando da circa due settimane, spingendo così la valuta europea verso l'alto.

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