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Chi offre lo spread migliore nel forex? Cos'è lo spread e il concetto di pip

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Quali sono i broker spread più bassi? Ecco una guida per minimizzare l'unico vero costo a carico del trader

Se ti sei avvicinato o hai intenzione di avvicinarti al mondo del trading online, uno dei termini con i quali dovrai familiarizzare è senza dubbio "spread". Il motivo è semplice: in molte attività di trading online (come lo scambio di valute, cioè Forex) non vengono addebitate delle commissioni al cliente, ma lo spread rappresenta il solo guadagno del broker. Guardandolo dal tuo punto di vista, per te rappresenta il costo che devi sostenere per fare ogni operazione.
Chiaramente più lo spread è ridotto, minore sarà il costo a tuo carico, e per questo motivo la competizione tra i vari operatori si è focalizzata anche sugli spread praticati.


Ti tornerà quindi utile la tabella che troverai in fondo all'articolo, dove abbiamo messo a confronto gli SPREAD FISSI offerti dai broker.


Lo spread come differenza tra prezzi


Per capire cos'è lo spread, facciamo subito un esempio.
Quando investi in Borsa attraverso la tua banca, quest'ultima agisce in fede per te effettuando ordini di acquisto e di vendita. Per ogni transazione a tuo nome, chiede un compenso (commissioni) spesso sia all'atto dell'acquisto che della vendita di un titolo.
Il meccanismo dello spread invece è diverso. E' già incluso nel prezzo dell'asset come differenza tra prezzo di acquisto (bid) e di vendita (ask). Il che significa che lo conosci subito e inoltre lo paghi una volta.


Adesso guarda qui sotto, questa immagine tratta dal broker Plus500 (non lo abbiamo scelto a caso, ma proprio perché è uno degli operatori che offre i migliori spread fissi sul mercato delle valute - qui c'è la recensione di Plus500).
Ebbene, come puoi notare esistono due prezzi distinti: uno di vendita e uno di acquisto. La differenza rappresenta lo spread applicato dal broker.
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Lo spread e i pips


Nella quasi totalità dei casi, lo spread viene espresso in pips. Dobbiamo quindi spiegarti cosa sono.
Il pip è il minimo movimento legato ad un rapporto di valute. Ti facciamo un esempio: se devi camminare da una stanza ad un'altra, di solito dirai "sono distanti 20 passi", oppure "sono distanti 5 metri". In quel momento in pratica definisci che la misura minima per definire la distanza sono i passi o i metri. I mezzi passi, oppure i 50 centimetri non li consideri, cioè non esistono finchè non diventano un passo intero o un metro pieno.
Ecco, per i pips vale lo stesso. Non esiste il mezzo pip (solo alcuni broker lo prendono in esame, ma sono un'eccezione). Quando la quotazione di un asset si muove, si dirà "si è mossa di 30 pips"...



Come si calcola un pip


Spread e Pips vanno di pari passo. Se un cross valutario passa da 1.5005 a 1.5010 diciamo che si è spostato di 5 pips. Quanto vale in dollari o euro quel pip, dipende invece dal capitale impiegato in quella operazione (e comunque il calcolo te lo fa il broker calcola in maniera automatica e te lo dice subito).


A scopo didattico facciamo un esempio per vedere che calcolo fare.
Se apri una posizione da 10000 euro su un asset con prezzo 1.4490, e questo asset diventa 1.4496 muovendosi cioè di 6 pips, abbiamo che:
0.0006 (cioè la variazione) / 1.4490 (prezzo originario asset)= 0.00041407867
Moltiplichiamo questo valore per il capitale investito (10000) = 4.1407867
Pertanto il valore di 6 pip è 4,14 euro.



Legame tra profitti, pips e spread


Per quello che abbiamo detto finora, dovrebbe esserti logico comprendere una cosa. Più ampio è lo spread, più difficile sarà per te fare profitti.
Se compri a 1.4500 e lo spread è pari a 10 pips, significa che rivendendo a 1.4510 non otterrai un utile, malgrado il prezzo sia cresciuto. Il motivo è che il mio guadagno se lo "mangia" lo spread. Dovrò arrivare almeno a 1.4511 prima di ottenere un guadagno netto (che sarà pari a 1 pip). Ecco perché minore è lo spread, più facile sarà per te ottenere un utile, ed ecco perché conviene scegliere sempre il broker che ti offre le condizioni migliori in quanto a spread.


Frazioni di pips


Alcuni broker offrono anche la possibilità di fare trading con prezzi in frazioni di pips. Cioè invece di commerciare su prezzi a 4 cifre, i clienti possono commerciare anche su movimenti di prezzo più piccoli, godendo di conseguenza di quotazioni il più accurate possibile.


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Come variano gli spread


Come ti abbiamo già detto, ogni operatore ha una propria politica riguardo agli spread. Ecco perché possono variare sensibilmente da broker a broker. Bisogna poi che tu stia attento a chi ti offre spread fuori mercato (ridottissimi) perché poi scopri che è uno dei pochi che ti applicano anche delle commissioni. In generale invece, i broker seri non chiedono commissioni e pubblicizzano in modo chiarissimo i loro spread, che sono l'unico costo per te.


Il tipo di conto e lo spread


Dal momento che ogni broker ha una propria politica sugli spread, c'è chi decide di variarli a seconda del tipo di conto che viene aperto. Spesso i conti VIP hanno spread molto più bassi del solito, mentre i conti base (quelli da un centinaio di euro per intenderci) hanno gli spread classici, senza "sconto".



Lo spread e i singoli asset


Un'altra cosa che devi sapere, è che non esiste un solo spread valido per qualunque tipo di operazione che fai. Anzi, ce ne sono tanti ciascuno dei quali si riferisce a uno specifico asset che vai a negoziare.
Nel Forex, per esempio, ogni coppia di valute ha uno spread differente e le coppie più popolari come EUR/USD o GBP/USD hanno costi nettamente inferiori, proprio perché sono negoziate in volumi così enormi che il broker può accontentarsi anche di guadagnare pochissimo su ogni trade, visto che alla fine sono una montagna.


Spread Fissi o Variabili?


Veniamo a un'altra questione molto importante. Ti capiterà di imbatterti in intermediari che ti propongono due versioni diverse dello spread.
1) lo spread variabile muta nel corso della giornata. Può ad esempio diventare più ampio quando stanno per essere rilanciate delle notizie molto importanti, oppure quando il volume di scambi cresce.
2) Lo spread fisso invece non cambia in base alle circostanze, ed è compreso tra lo spread variabile massimo e minimo.


Non si può dire quale sia il migliore, perché tutto dipende dal tuo stile di trading. E può variare anche a seconda delle circostanze (se si opera con posizioni lunghe e quindi non si conosce la volatilità futura del titolo, oppure se si negoziano valute in genere molto volatili o poco liquide).
Di solito comunque si comincia utilizzando gli spread fissi, che è poi quello che quasi tutti i broker "pre-impostano" per i loro clienti. Una volta preso confidenza con gli strumenti e tutto il resto, si può scegliere a proprio piacimento che spread usare.



Confronto tra spread fissi, qual è il broker migliore?


L'ultimo passaggio del nostro discorso riguarda un esame che abbiamo fatto durante una sessione di mercato, ad uno stesso orario (15:30 italiane) per tutti i broker in esame.
In pratica abbiamo visto in un medesimo istante quale spread fisso era proposto da ogni broker, e abbiamo inserito questi valori nella tabella sottostante. Essendo lo spread uno dei fattori (non il solo, ricorda) per scegliere un broker, questo potrà tornarti utile.





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