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EUR-USD torna a 1,130 nonostante il PIL tedesco. Male le vendite al dettaglio USA

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La coppia si allontana dal limite inferiore del canale all'interno del quale si muove da ormai quattro mesi, compreso tra 1.1220 e 1.1570
Dopo una giornata in altalena, caratterizzata da report deludenti sia in Europa che negli USA, l'euro riesce a riprendere un po' di terreno nei confronti del dollaro.

La giornata era partita con il piede sbagliato per la valuta comunitaria, penalizzata dal debole report sul PIL europeo, ma soprattutto dall'aggiornamento sul PIL tedesco nel quarto trimestre. La stagnazione della prima economia europea, che solo per un soffio ha evitato la recessione tecnica, non ha comunque colto di sorpresa i mercati, che ormai da tempo vedono una economia Europea in affanno.

Durante questa prima fase della giornata, la major EURUSD è rimasta leggermente al di sopra del minimo degli ultimi tre mesi, testato a 1,1248. Il dollaro nel frattempo stava beneficiando di alcune indiscrezioni che vorrebbero Trump favorevole a posticipare la tregua commerciale con la Cina per altri 3 mesi.



Lo scenario è cambiato nel pomeriggio, soprattutto per i dati USA che hanno sorpreso in negativo.
Le vendite al dettaglio Usa di dicembre hanno segnato la peggior flessione dal settembre del 2009 (calo dell'1,2% su base mensile). Un altro fattore che ha appesantito il dollaro è stata la pubblicazione dell'indice dei prezzi alla produzione, che a gennaio ha segnato un calo (-0,1%). Confermato di conseguenza il rallentamento dell'inflazione, dal 2,5% al 2% su base annua.

Sui mercati c'è quindi stata la reazione, con un "sell" diffuso sul biglietto verde (oltre che sull'azionario USA). Il cambio EURUSD s'è rimesso in marcia verso 1,130 (superato in serata).




La ripresa dell'euro allontana la major dal limite inferiore del canale all'interno del quale si muove da ormai quattro mesi, compreso tra 1.1220 e 1.1570. E' presto però per dire se siamo di fronte all'ennesimo recupero della moneta unica.

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