La banca centrale lascia i tassi invariati ma conferma che li alzerà a marzo, perché l’economia non ha più bisogno di un forte sostegno
La banca centrale lascia i tassi invariati ma conferma che li alzerà a marzo, perché l’economia non ha più bisogno di un forte sostegno
La coppia valutaria va a testare il lato superiore di un rising wedge (cuneo ascendente)
L’attenzione dei mercati si rivolge a domani, quando verrà reso noto l’IPC core degli Stati Uniti.
A dicembre sono stati creati solo 199.000 posti di lavoro, ovvero meno della metà delle previsioni di mercato (400mila)
Nel frattempo i dati macro evidenziano che l’economia a stelle e strisce è cresciuta del 2,3%, lettura più debole dal crollo economico di giugno 2020
Come da attese, i tassi d’interesse restano tutti fermi: il tasso principale a zero, il tasso sui depositi a -0,50% e il tasso sui prestiti marginali a 0,25%
I “dots” pronosticano ben 3 rialzi nel 2022, fino allo 0,75-1%, contro lo 0.25% di settembre
La banca centrale Usa si riunirà settimana prossima e a questo punto molto probabilmente imprimerà una netta accelerazione al tapering
A zavorrare ulteriormente la valuta unica è il fatto che la BCE continua ad essere prudente, mentre la FED sembra avvicinarsi alla stretta
Gli investitori stanno digerendo i nuovi dati macro, bilanciandoli sia con le incertezze legate alla variante Omicron, sia con le novità riguardanti la FED
Il cambio EURUSD era arrivato a 1,138, nel pomeriggio il dietrofront e il ritorno sotto 1,13